Così coach Marco Sodini dopo Gara 2 di semifinale playoff tra Acqua S.Bernardo
Cantù e OraSì Ravenna: «Abbiamo avuto due partite abbastanza simili in cui, nei
primi due quarti, non siamo riusciti, né in Gara 1 né in Gara 2, ad avere l’intensità
difensiva che dovevamo avere. Poi, certamente siamo cresciuti nel corso del match,
che è una buona cosa, e ci teniamo stretta. Dobbiamo sapere, però, che per vincere
Gara 3 in trasferta non possiamo giocare venti minuti, ne servono quaranta. Questo,
tuttavia, è un aspetto di cui i miei giocatori sono assolutamente consapevoli,
quantomeno è quello che mi auguro dopo le due battaglie disputate a Forlì. Nel
secondo quarto siamo stati scellerati nel momento in cui eravamo avanti di cinque
punti, e poi di sette, perché abbiamo sprecato tante occasioni buone. Siamo sempre
partiti in campo aperto, come a me piace fare, commettendo, però, cinque o forse
addirittura sei palle perse; questo ha comportato nove perse a fine primo tempo,
ma soprattutto ci ha portato a correre come dei pazzi, difendendo pochissimo e
consentendo agli avversari di tirare dodici volte più di noi. La nostra maturazione
come squadra passa anche da questi errori, che dobbiamo limitare il più possibile.
Dopodiché, si può sbagliare, ma dobbiamo prestare più attenzione, cosa che non è
avvenuta anche nel finale di Gara 1. L’emblema di questa partita è senz’altro la
squadra, perché si è trattata di una autentica vittoria di squadra, passata anche dal
recupero di Zack Bryant. Adesso abbiamo bisogno di giocare 40 minuti per vincere
anche Gara 3, pensando però a un possesso per volta. Credo che la mia squadra
abbia la capacità per farlo»

