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La III Commissione presieduta da Carlo Bolzonello (Fp), durante la seduta in Sala gialla

TRIESTE: APPROVATO A MAGGIORANZA IL NUOVO REGOLAMENTO FAP

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Una nuova misura dedicata alle gravissime disabilità, comprese quelle dei malati di Sla e le gravi demenze, maggiore attenzione ai minori con disabilità e a quelli con patologie oncologiche, l’inserimento delle dipendenze nell’articolato dedicato alla salute mentale, l’accesso alla vita indipendente anche per le persone con disabilità intellettive e mentali, e infine l’unificazione dei fondi attraverso l’abrogazione delle discipline di Fondo gravissimi e Fondo Sla e la creazione di un fondo unico strutturato sul Fap, e di un assegno dedicato alle persone in condizione di disabilità gravissima.

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Sono queste alcune delle novità apportate al regolamento di attuazione del Fondo per l’autonomia possibile e per l’assistenza a lungo termine rispetto alla precedente stesura del 2015.

Modifiche approvate a maggioranza durante la seduta della III Commissione presieduta in Sala gialla da Carlo Bolzonello (Fp).

Un regolamento frutto di un lungo lavoro di condivisione con i diversi stakeholder, tra i quali la consulta, le associazioni, i

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sindacati, le aziende sanitarie e i servizi sociali.

Un fondo che come è stato spiegato durante i lavori, è stato incrementato nel tempo con 35 milioni da parte della Regione e 16 milioni da parte dello Stato, per un totale, per l’anno 2023, di 52 milioni. Grazie alla recente legge di Stabilità il fondo è aumentato di 3 milioni, portando così il budget regionale a 41.850.000 euro.

A fare la differenza, la continuità con cui è stato erogato

l’assegno ai beneficiari per merito dei finanziamenti regionali,

a differenza di quelli nazionali. Attualmente in Fvg l’utenza

seguita dal Fap è pari a 9542 persone, numero in costante

crescita se si considera che nel 2017 si attestava a 7274.

Tra gli obiettivi elencati nel documento c’è l’omogeneità di

applicazione su tutto il territorio regionale, l’ampliamento del

target alle gravissime disabilità, la conferma delle soglie Isee

che sono tra le più alte in Italia, la revisione degli importi e

dei massimali concedibili, la salvaguardia dei trattamenti già in

essere nella fase transitoria. Rispetto ai regolamenti

previgenti, gli importi e i massimali spettanti sono rivisti al

rialzo, mentre vengono mantenute le soglie di accesso Isee per

tutte le misure, confermando per le gravissime disabilità, anche

in ottemperanza a quanto stabilito nel Piano nazionale Fna

2022-2024, i 60mila euro per gli adulti/anziani e una soglia di

65.000 euro per i minori.

Diversi i consiglieri intervenuti, tutti concordi nel manifestare

massimo apprezzamento riguardo al lavoro svolto per la stesura

del nuovo Fap. “Un documento molto atteso – ha commentato Carlo

Grilli (Fp) – che interpreta in maniera puntuale le necessità del

momento, supportando quelle famiglie che manifestano la volontà

di tenere i propri cari, appartenenti alla categoria dei fragili,

all’interno delle case”.

Chiarimenti in merito all’assistenza fornita per i cittadini

colpiti da demenza sono stati sollevati da Furio Honsell, che ha

chiesto dati in merito a questo disturbo. A rispondergli gli

uffici, che hanno parlato di 20.000 casi certificati in Fvg.

Simona Liguori (Patto-Civico Fvg) ha chiesto informazioni sulle

modalità di erogazione della misura dell’assegno per l’autonomia

transitorio, mentre Laura Fasiolo (Pd) si è soffermata sul

sostegno alla vita indipendente, chiedendo maggiore copertura.

“Nei mesi scorsi – ha ricordato Nicola Conficoni (Pd) – sul tema

avevamo già presentato un’interrogazione per comprendere se fosse

in programma un innalzamento dei tetti a copertura degli aiuti

erogati. Utile inoltre comprendere se l’incremento del fondo sarà

destinato anche all’aumento della platea di persone interessate”.

“Mi soffermo – ha commentato Manuela Celotti (Pd) – sulla

necessità di maggiore raccordo fra la parte sanitaria e il

servizio sociale, fondamentale per l’erogazione del progetto

personalizzato più volte citato nel documento. Inoltre, credo che

per le Assemblee d’ambito ci sia un compito importante, ossia

quello di definizione dei bisogni che andrebbero elaborati con i

distretti, attraverso i piani di zona lavorando sui territori e

coinvolgendo anche i sindaci”. Sollevati anche “dubbi sui limiti

Isee chiesti alle famiglie con minori con disabilità e a quelli

con patologie oncologiche, considerando che 30mila euro sono

pochi per le famiglie che vivono questa tipologie di problemi,

dovendo affrontare diverse spese non previste”.

Secondo Moreno Lirutti (Fp) “le criticità riguardano, seppure in

casi limitati, anche gli assistiti che sono privi di rete

familiare e che hanno la necessità di essere seguiti 24 ore su

24, per 365 giorni. A disposizione nel fondo ci sono solo 22 mila

euro, auspicando l’applicazione di strumenti eccezionali”.

Infine, Serena Pellegrino (Avs) ha rimarcato “come l’utilizzo

della misura dell’Isee sia inappropriata e non dia risposte,

essendo un indicatore non sufficiente. La consigliera, inoltre,

ha sottolineato “l’importanza del terzo settore, senza il quale

nulla sarebbe possibile, spingendo sul suo potenziamento”.

Dopo le repliche tecniche da parte degli uffici, è intervenuto

l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi che ha ricordato come

“l’obiettivo del documento sia quello di dare risposte sempre più

personalizzate, garantendo un’omogeneità di applicazione su tutto

il territorio regionale, ampliando il target dei destinatari alle

persone con gravissime disabilità, ai minori con patologie

oncologiche e a chi soffre di dipendenze patologiche”.

L’esponente della Giunta, sollecitato dal confronto con i

consiglieri, si è anche soffermato sul sistema dell’Isee

ricordando che “in Fvg le soglie sono tra le più alte in Italia,

ma che il sistema dovrebbe iniziare a interrogarsi

sull’adeguatezza di questa misura come unico strumento per

valutare la condizione economica di un nucleo familiare. È

necessario fare un salto culturale a sostegno della disabilità

per scongiurare il rischio di tagliare fuori le famiglie che

vivono situazioni di grande difficoltà”.

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