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FOG Festival: tra introspezione e avanguardia, la Triennale si accende con Dziarnowska e Zbib

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Il viaggio di FOG Triennale Milano Performing Arts continua a ridefinire i confini della scena contemporanea. Il festival, punto di riferimento per la ricerca multidisciplinare, entra nel vivo con due appuntamenti imperdibili che mettono al centro il corpo, la solitudine e l’interazione sonora.

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Il corpo come resistenza: Ewa Dziarnowska

In arrivo sul palco di Triennale uno dei lavori più magnetici e acclamati dell’ultimo periodo: This resting, patience di Ewa Dziarnowska. La performer e coreografa polacca esplora il concetto di attesa e stasi, trasformando la pazienza in una forza visiva ed emotiva travolgente. Una creazione che ha già saputo incantare la critica per la sua capacità di sospendere il tempo e coinvolgere lo spettatore in un’esperienza quasi ipnotica.

Un ponte tra Beirut e l’elettronica: Maya Zbib e Ben Frost

Grande attesa per la prima di Three Verses of Solitude, il nuovo e ambizioso lavoro di Maya Zbib. La regista libanese, anima del celebre collettivo teatrale Zoukak di Beirut, firma una regia che indaga l’isolamento e la resilienza umana.

A rendere il progetto un evento unico è la prestigiosa collaborazione artistica:

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  • Musica: Il design sonoro è affidato a Ben Frost, figura iconica dell’elettronica sperimentale e del noise contemporaneo.
  • Movimento: La coreografia è curata da Lee Serle, capace di dare forma plastica alle visioni poetiche di Zbib.

Un festival per tutti: outdoor e famiglie

FOG non è solo ricerca radicale, ma anche condivisione. Il programma si amplia nelle prossime settimane con una serie di appuntamenti pensati per ogni tipo di pubblico:

  • Family Program: Spettacoli dedicati a bambini e famiglie, per avvicinare le nuove generazioni al linguaggio della performance.
  • FOG Outdoor: Performance all’aperto e dj set che trasformeranno gli spazi della Triennale in un club a cielo aperto, unendo musica e movimento urbano.

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