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Allarme Epatite A: maxiblitz nazionale nei supermercati, sequestrate oltre 16 tonnellate di cibo

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Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha condotto
una vasta campagna di controllo a livello nazionale a partire dal 26 marzo e fino al 4 maggio 2026.
L’operazione è stata finalizzata alla prevenzione sul rischio di diffusione dell’Epatite A,
concentrandosi in particolare presso centri di spedizione molluschi, centri di depurazione, pescherie,
ristoranti, mercati rionali e rivendite di alimenti vegetali. Lo scopo è stato verificare il rispetto dei
requisiti previsti e la corretta applicazione della normativa di settore.

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Il bilancio dell’operazione: sanzioni e sequestri per 15 milioni di euro
I controlli hanno portato alla luce un quadro significativo di irregolarità su tutto il territorio nazionale:

  • Sono state condotte 1.104 ispezioni, di cui 416 con esiti irregolari, pari al 38% del totale.
  • Sono state segnalate 378 persone all’Autorità Amministrativa e/o Sanitaria.
  • Sono state contestate 15 infrazioni penali e 638 infrazioni amministrative, per un importo
    complessivo di 596.100 euro.
  • Sono stati sequestrati oltre 16 tonnellate di prodotti alimentari, per un valore commerciale di
    oltre 320.000 euro.
  • È stata sospesa l’attività di 44 aziende a causa di gravi carenze igienico-strutturali e/o
    autorizzative.
  • Complessivamente, il valore di quanto sequestrato e chiuso ammonta a circa 15M€.

Le principali violazioni riscontrate.

Tra le criticità più frequenti, in ordine decrescente, sono emerse carenze igienico-strutturali e la
mancata attuazione dei piani di autocontrollo HACCP (D.lgs 193/2007 e Reg. CE 625/2017). Sono
state riscontrate diffuse mancanze nella tracciabilità degli alimenti (D.lgs 190/2006) e irregolarità
nell’etichettatura (D.lgs 231/2017). Le infrazioni penali si sono concentrate sull’igiene degli alimenti,
in particolare sul cattivo stato di conservazione (L. 283/1962), e sulle frodi in commercio (artt. 515,
516, 517, 517 quater).

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Le operazioni di maggior rilievo sul territorio

  • NAS di Bari (aprile 2026): In una pescheria è stato denunciato il legale rappresentante per
    aver posto in vendita 27 kg di prodotti ittici asseritamente freschi, ma in realtà decongelati e
    provenienti da zone di pesca diverse da quelle dichiarate. Sono state elevate sanzioni per 5.200
    euro e sequestrati alimenti per 600 euro. In una seconda pescheria, il titolare è stato denunciato
    per aver sottratto 3 kg di pesce già sottoposto a sequestro penale. Nello stesso locale sono stati
    sequestrati ulteriori 240 kg di prodotti ittici (salmone, gamberi, tonno e seppie) privi di
    tracciabilità, per un valore di circa 5.000 euro.
  • NAS di Caserta (marzo 2026): Presso un centro di spedizione molluschi, è stato disposto il
    blocco sanitario di 270 kg di ostriche concave di importazione francese. La merce proveniva
    da una ditta priva di registrazione presso l’U.V.A.C. e sprovvista delle autorizzazioni per
    l’introduzione nel territorio nazionale di molluschi bivalvi vivi.
  • NAS di Latina (marzo 2026): Sequestrate presso due rivendite circa 2,8 tonnellate di frutta
    e verdura prive di informazioni sulla tracciabilità. Il valore della merce ammonta a circa 7.000
    euro.
  • NAS di Napoli (marzo 2026): In una pescheria all’interno di un supermercato è stata sospesa
    la linea di lavorazione e la cella frigorifero per gravissime non conformità igienico-sanitarie.
    È stato bloccato un macchinario per il ghiaccio privo dei requisiti minimi e sequestrati 30 kg
    di pesce, con sanzioni per 4.500 euro. Inoltre, i titolari di 4 ristoranti sono stati segnalati per
    assenza di procedure HACCP e per la somministrazione di pesce non tracciato. Sono stati
    sequestrati 55 kg di molluschi bivalvi vivi di origine sconosciuta, immersi in acqua di
    provenienza ignota, con sanzioni per 7.500 euro.
  • NAS di Salerno (aprile 2026): In una pescheria sono stati sequestrati 3 quintali di pesce
    sott’olio (alici, tonno e pesce pilota) e 50 kg di pesce congelato privi di tracciabilità. In un
    altro esercizio sono stati sequestrati 45 kg di molluschi bivalvi vivi (vongole, telline e tartufi
    di mare) in contenitori non idonei e acqua sconosciuta, con sanzioni per 2.500 euro.
  • NAS di Taranto (aprile 2026): Congiuntamente ai Servizi Veterinari, presso un ingrosso, è
    stato disposto il blocco ufficiale di 4,65 tonnellate di calamari congelati per difformità nelle
    procedure HACCP relative al congelamento all’origine. Il valore della merce, in attesa di
    analisi, è stimato in 70.000 euro.
  • NAS di Palermo (aprile 2026): Segnalati i responsabili di tre pescherie per l’installazione
    abusiva di macchinari per il ghiaccio e l’omesso aggiornamento della registrazione sanitaria.
  • NAS di Sassari (maggio 2025): Denunciati il titolare e un dipendente di un ingrosso per aver
    detenuto e venduto 100 kg di carne e pesce alterati e scaduti. I prodotti venivano rietichettati
    modificando in modo fraudolento il termine minimo di conservazione (TMC). La merce, del
    valore di 2.500 euro, è stata sequestrata.

Le attività di controllo svolte testimoniano il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri e del
Ministero della Salute nella tutela della salute pubblica, attraverso azioni di prevenzione e contrasto
delle violazioni in ambito alimentare, finalizzate a garantire la sicurezza dei consumatori e la salubrità
degli alimenti immessi sul mercato

N.B. Le eventuali persone deferite all’Autorità giudiziaria sono da ritenersi presunti innocenti fino a un definitivo
accertamento di colpevolezza in successiva sede processuale.

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