La ‘tumor reversion’ al centro di un workshop del National Cancer Institute americano
Al tavolo di discussione anche la ricerca italiana
Lo studioso è Andrea Pensotti, 40 anni, lombardo (di Erba-CO), del team del prof. Mariano Bizzarri e autore della prima opera di sistematizzazione di oltre un secolo di studi sull’argomento.
Le cellule maligne possono essere riportare a un comportamento benigno senza modificare il loro DNA, replicando i meccanismi epigenetici alla base del processo di ‘reducazione’. E c’è chi sta lavorando a un possibile farmaco avendo isolato e brevettato un gruppo di microRNA che hanno fornito evidenze promettenti.
La discussione sulla reversione tumorale non è più insomma argomento di nicchia. Mentre in Italia il Prof. Mariano Bizzarri al Laboratorio di Biologia dei Sistemi della Sapienza Università di Roma è già alle sperimentazioni sui topi, il National Cancer Institute, l’istituto federale americano dedicato alla ricerca sul cancro e tra i più autorevoli al mondo, organizza il primo convegno di dimensioni globali su questo tema, invitando al tavolo di discussione alcuni dei maggiori esperti di oncologia molecolare e biologia dei sistemi del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, Harvard Medical School, MD Anderson Cancer Center, MIT, del Korea Advanced Institute of Science and Technology e diverse altre università.
Per il team del prof. Bizzarri (e unico partecipante europeo) interverrà Andrea Pensotti, 40 anni, lombardo (di Erba -CO), laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche e dottorato all’Università Campus Biomedico di Roma proprio sulla reversione tumorale, nonché autore della prima opera di sistematizzazione di oltre un secolo di studi sull’argomento (‘Reversione. La scoperta scientifica che sta cambiando la nostra visione del cancro’ – HarperCollins Italia, aprile 2026).
Il convegno, che si terrà nei giorni lunedì 1 e martedì 2 giugno 2026, è promosso dalla Division of Cancer Prevention e dalla Division of Cancer Biology dell’NCI e mira a fare il punto su uno dei fenomeni più rilevanti della biologia contemporanea, la tesi per cui il cancro non è una condanna a morte, come ci ha portato a pensare l’approccio meccanicistico della ricerca fino ad oggi, ma si può far regredire agendo sull’ambiente con cui le cellule malate sono in relazione.
L’intervento di Andrea Pensotti è in programma nella sessione dedicata agli approcci attraverso la biologia dei sistemi, con una relazione sui meccanismi epigenetici e di microambiente alla base della reversione tumorale. Inoltre co-modererà la sessione conclusiva di brainstorming con Scott Lowe, Chair del convegno e ricercatore del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, con l’obiettivo di delineare le priorità del campo per i prossimi anni.
I lavori del gruppo di ricerca del Systems Biology Lab della Sapienza Università diretto da Bizzarri si collocano esattamente al centro del dibattito che il workshop intende affrontare: il superamento del determinismo genetico in oncologia e la dimostrazione che il destino di una cellula tumorale non è scritto in modo definitivo nel suo DNA, ma dipende dal dialogo continuo con il microambiente circostante.L’invito del National Cancer Institute è il segnale che questa prospettiva ha raggiunto il centro dell’agenda scientifica internazionale.


