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CORNATE D’ADDA: AUTISTI SUL PIEDE DI GUERRA PER I CONTROLLI SULLA PROVINCIALE DELLA POLIZIA LOCALE

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Da anni sidiscute sul sistema dei controlli della sicurezza e velocità nelle strade comunali, provinciali, autostrade e cosiì via. Si è passati dagli Autovelox posizionati in maniera indiscriminata a sistemi satellitari di ultima generazione per pizzicare cittadini con il piede di piombo, oppure un pò sbadati.

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Quello che però fa arrabbiare i cittadini in alcunicasi è la mancanza di seguire le regole da chi dovrebbe vigilare e impartire come nel caso di un utente che segnala attraverso un video l’utilizzo dell’autovelox sulla strada di Cornate d’Adda. Nel video l’autista protagonista mostra un tratto di strada e dopo una curva la presenza della Polizia locale ferma con il sistema operativo per rilevare l’eventuale infrazione. Nel video si evince chiaramente che non ci sono segnali che indicano un controllo della velocità e la presenza di una pattuglia che appunto dovrebbe rispettare le regole fissate a tutela dei cittadini ignari di poter incappare in una sanzione. Ecco di seguito le nuove norme attive da Giugno 2025:

Dal 12 giugno 2025, gli autovelox devono rispettare criteri di sicurezza, omologazione, segnaletica e autorizzazione prefettizia per essere validi, con multe annullabili in caso di irregolarità.

Installazione e autorizzazioni

Il nuovo Decreto Autovelox stabilisce che ogni postazione fissa deve essere autorizzata dal Prefetto tramite una relazione tecnica che certifichi il rischio effettivo e la necessità di controllo della sicurezza stradale. Gli autovelox possono essere collocati solo su tratti con elevata incidentalità, difficoltà di contestazione immediata o velocità media superiore ai limiti negli ultimi cinque anni. Le postazioni mobili devono essere visibili e segnalate, e non possono operare in movimento senza contestazione immediata. 

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Limiti di velocità e tipologie di strade

Gli autovelox non possono essere installati su strade urbane di quartiere o locali senza rischio documentato. Su strade extraurbane, l’installazione è vietata se il limite imposto è più basso di oltre 20 km/h rispetto al massimo consentito per quella tipologia di strada. Questo evita le cosiddette “trappole” sanzionatorie. 

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Distanze minime e segnaletica

Il decreto impone distanze minime tra dispositivi e tra cartelli di segnalazione e autovelox:

Omologazione, approvazione e censimento

Solo gli autovelox omologati secondo standard tecnici EN e UNI possono elevare multe valide. La semplice approvazione non garantisce la legittimità della sanzione. È stato istituito un censimento nazionale: su circa 11.000 dispositivi stimati, solo circa 3.800 risultano registrati e poco più di 1.000 conformi ai nuovi criteri di omologazione. Gli apparecchi non conformi devono essere disattivati. 

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Contestazione delle multe

Le sanzioni possono essere annullate se:

  • Mancano autorizzazioni prefettizie o documentazione tecnica
  • L’autovelox non è omologato o non censito
  • La segnaletica è assente o non rispetta le distanze minime
  • Il dispositivo è installato su tratti non consentiti o con limiti non conformi 3Gli automobilisti possono presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, con possibilità di annullamento della decurtazione dei punti se la postazione non è regolare.
  • Origini 3

Obiettivi della riforma

Il decreto mira a:

  • Ridurre l’uso discrezionale degli autovelox
  • Garantire trasparenza e sicurezza stradale
  • Evitare multe “trappola” e abusi fiscali
  • Allineare l’Italia agli standard europei di omologazione e prevenzione 4In sintesi, le nuove regole rendono gli autovelox strumenti di prevenzione reale degli incidenti, con obblighi chiari di segnalazione, omologazione e autorizzazione, e offrono agli automobilisti strumenti concreti per verificare la legittimità delle sanzioni.

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