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I lavori conclusivi dell'Aula

TRIESTE: VOTO DI ECONOMIA E FINANZA REGIONALE PER IL 2027 LA GIUNTA PROSEGUE CON LA PROGRAMMAZIONE

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L’Aula ha licenziato con 26 sì del Centrodestra, 18 no delle Opposizioni, ma astensione di Marko Piani di Ssk, il Documento di economia e finanzia (Defr) 2027 e con esso la collegata proposta di risoluzione che impegna la Giunta regionale a proseguire le linee programmatiche in esso individuate.

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Markus Maurmair (FdI), relatore unico per la maggioranza, ha spiegato che “si delinea una manovra finanziaria di straordinaria solidità, mobilitando e programmando risorse che per il periodo di riferimento superano i 5 miliardi di euro, integrati con i fondi del Pnrr e della programmazione comunitaria Por Fesr e Fse+”, mentre i relatori per la minoranza Andrea Carli (Pd) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) hanno parlato rispettivamente

in termini di “ripetizione di promesse e contenuti, salvo poche novità” e di “mero adempimento, perciò manca un modello di Regione a cui tendere”.

A Maurmair il compito di illustrare le 19 missioni di cui è

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composto il Defr, da efficientamento della macchina pubblica a

sicurezza, istruzione, famiglia, salute, economia, ambiente,

relazioni internazionali.

Carli, invece, ha sostenuto che “molte altre Regioni con risorse

disponibili largamente inferiori presentano condizioni

socio-economiche migliori” e che “prevale la sensazione che

l’unica valutazione di impatto effettuata sia basata sui sondaggi

legati al consenso degli elettori, il cui esito può dare

soddisfazione nel breve periodo, ma non contribuirà a traguardare

il futuro socio-economico a medio-lungo termine”.

Per Honsell “questo Defr non è utile, ma anzi è dannoso: non

affronta le tematiche in modo da individuare i problemi, che

invece nasconde, e quindi non indica strategie per risolverli. Il

nostro voto contrario deriva anche dal sospetto che la Giunta

Fedriga non si renda conto dei problemi reali del Friuli Venezia

Giulia”.

Cogliendo l’opportunità della discussione generale, Nicola

Conficoni (Pd) ha preso la parola per respingere le affermazioni

di maggiore crescita della regione espresse dal presidente

Massimiliano Fedriga in sede di Assestamento e ha sostenuto che

“in realtà ci sono più crisi aziendali che nel 2018, più fuga dei

giovani che nel 2018, meno sicurezza che nel 2018 e così per temi

quali inclusione, dinamicità, equità”.

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