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A Genova la scalinata davanti all’ex Albergo dei Poveri sarà dedicata alle Madri di Plaza de Mayo: la soddisfazione del MEI per la mozione approvata

La proposta riguarda la scalinata davanti all’ex Albergo dei Poveri. Il Museo riproporrà il video “Figli”, dedicato ai desaparecidos italiani. Masini: Un passo in più per rendere il MEI sempre più parte integrante della città. 

Il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana accoglie con grande soddisfazione la mozione approvata ieri dal Consiglio comunale, presentata da Donatella Alfonso, presidente della Commissione Cultura, e sottoscritta da altri dodici consiglieri del Partito Democratico. Il testo impegna la Sindaca e la Giunta a intitolare alle Madri di Plaza de Mayo la scalinata che collega via Brignole de Ferrari a piazzale Emanuele Brignole, davanti all’ex Albergo dei Poveri, oggi polo universitario. 

L’iniziativa intende ricordare il coraggio delle Madri nella ricerca dei figli scomparsi durante la dittatura argentina e trasmettere agli studenti la memoria di quelle vicende e il valore della mobilitazione civile per i diritti umani. La mozione richiama espressamente il lavoro del MEI nel cinquantesimo anniversario del golpe, in particolare i rapporti con le famiglie di origine italo-argentina coinvolte nella repressione. Per dare continuità a questo impegno, il Museo riproporrà in questi giorni “Figli”, il video sui desaparecidos italiani, con particolare attenzione a quelli di origine genovese, realizzato attraverso un’accurata ricerca e presentato lo scorso marzo. 

“Accogliamo con grande favore l’approvazione di questa mozione – dichiara Paolo Masini, presidente della Fondazione MEI –. Le vicende dei desaparecidos appartengono alla difesa della dignità umana e dei diritti civili e sono strettamente legate alla storia dell’emigrazione italiana: coinvolgono famiglie partite dal nostro Paese e comunità che hanno mantenuto un legame profondo con l’Italia e con Genova. Al MEI abbiamo voluto riportare al centro queste persone, le loro identità e le testimonianze di chi continua a cercare verità e giustizia. Vedere questo percorso trovare un seguito nell’iniziativa dei consiglieri comunali rappresenta un passo in più per rendere il MEI sempre più parte della città: un museo che dialoga con le istituzioni, le scuole e le comunità e contribuisce alla costruzione di una memoria condivisa. Anche la riproposizione del video “Figli” nasce dalla volontà di continuare a far conoscere questa terribile pagina di storia. Ringraziamo Donatella Alfonso, tutti i firmatari e il Consiglio comunale per l’attenzione e la sensibilità dimostrate”. 

“La forza di queste donne argentine, le Madri di Plaza de Mayo, è un segno forte di cui non solo tramandare la memoria, ma richiamare all’azione che ancora oggi alcune di loro e le persone che sono loro vicine stanno compiendo per denunciare i crimini di cui furono vittime i loro figli e figlie, per ritrovare i nipoti rapiti dal regime, magari mai conosciuti – dice Donatella Alfonso, presidente della Commissione Cultura del Comune, prima firmataria della mozione sottoscritta da tutto il gruppo del Partito Democratico – Riportare il loro nome nei pressi di una sede universitaria, in una Genova che, anche per lo stretto rapporto con l’Argentina tracciato da milioni di emigranti che da questo porto partirono, molti anche di origine ligure,  è una maniera per non dimenticare e per sollecitare a dire di no alla violenza e alla sopraffazione”. 

 
Il percorso di memoria tra Roma e Genova 

Nel cinquantesimo anniversario del golpe argentino del 24 marzo 1976, il MEI e il Liceo classico e linguistico Orazio di Roma hanno promosso due giornate sul rapporto tra “Madri” e “Figli”: le Madres de Plaza de Mayo, che hanno trasformato il dolore in una battaglia per la verità e la giustizia, i desaparecidos e i bambini sottratti alle famiglie durante la dittatura. 

Il 24 marzo a Roma sono stati dedicati alle Madres un plesso del Liceo Orazio e un murale dell’artista Maupal; il 25 marzo il MEI ha ospitato il convegno internazionale “Figli”, con testimonianze dirette, approfondimenti storici e la presentazione dell’omonimo video. 

La ricerca sui desaparecidos italiani e sulle loro famiglie, con un focus sulle origini genovesi, ha coinvolto la scuola attraverso il percorso didattico “Los Pañuelos Blancos” e le associazioni impegnate nella tutela della memoria e nella ricerca delle identità sottratte. Hanno collaborato Abuelas de Plaza de Mayo, Madres de Plaza de Mayo – Línea Fundadora, Rete per l’identità e 24 Marzo Onlus. 

 
Un legame con la città 

La proposta si inserisce nella lunga vicinanza di Genova alle Madri di Plaza de Mayo, ricordata nella mozione attraverso gli incontri con gli studenti e il conferimento del Grifo d’argento a Hebe de Bonafini nel 2013. 

Dare a questa memoria un luogo nello spazio urbano rafforza il rapporto del MEI con Genova, portando oltre le sale del Museo le storie approfondite attraverso la ricerca e le attività educative e collegando la storia dell’emigrazione italiana alle persone e alle comunità di oggi, in Italia e nel mondo. 

Il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, con sede nella Commenda di San Giovanni di Pré a Genova, restaurata per l’occasione, nasce dall’accordo tra Ministero della Cultura, Regione Liguria e Comune di Genova. In stretta relazione con il Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e il Galata Museo del Mare, racconta l’emigrazione italiana dall’Unità d’Italia a oggi attraverso le storie e le ragioni delle partenze, sul piano umano, storico e sociologico. 

Da Genova milioni di italiani partirono verso Americhe, Africa, Asia, Australia ed Europa, lasciando tutto per un viaggio spesso senza ritorno. Il Museo ne conserva la memoria con un percorso multimediale che, in uno degli edifici medievali più antichi della città, permette di interagire con spazi e oggetti, vivere esperienze immersive, vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova attraverso tecnologie avanzate e allestimenti scenografici. Il Museo è aperto dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 18.00. 

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