Sarà successo anche voi che la vita ogni tanto vi appaia come una lunga corsa e a un certo punto viene la voglia di dire, adesso no, adesso basta. Viene voglia di fermarsi. Oppure si cade, come da bambini e ci si “sbuccia” un ginocchio. Enzo Boiardi ha dovuto correre, correre senza fermarsi mai per 24 ore, per dare alla sua famiglia una luce oltre al buio in cui sembrava calata la sua vita da operaio; ha corso senza mai voltarsi indietro, guardando avanti, cercando se stesso, con la forza di un padre che vuole stabilire un record mondiale. E ce l’ha fatta.
Cosa vogliamo fare? Raccontare questa forza d’animo in un documentario. Ci serve il tuo aiuto per raccontare una storia tutta italiana di un uomo che, pur facendo l’operaio a tempo pieno, come un eroe d’altri tempi, è riuscito a realizzare un’impresa sportiva “impossibile”, portata a termine a trentacinque anni e in un gelido autunno padano. Aiutaci a raccontare la sua storia!
Noi siamo le Muselunghe APS. Perché Muselunghe? Perché cerchiamo di riunire nella nostra Associazione tutte le nove Muse. Quindi non confondeteci con i musi lunghi…. 🙂 Siamo un’ Associazione di Promozione Sociale iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e abbiamo un progetto, da realizzare insieme a te!
Un’idea nuova da realizzare! Sedetevi comodi, anzi no! Perché vogliamo che ci aiutiate a parlare in un documentario di uno che correva, che correva forte.
C’era una volta…
Nella notte fra il 16 e il 17 ottobre 1971, allo stadio Galleana di Piacenza (oggi stadio Leonardo Garilli), un uomo solo, già padre di famiglia, atleta dilettante e anarchico, operaio, fondista solo nel tempo libero, modesto, sorridente, e dai modi sempre gentili. Quest’uomo sfidò le sue capacità di resistenza, di sofferenza, per inseguire e realizzare un sogno. Un’impresa epica, titanica a cui all’epoca sembrava impossibile persino pensare.
L’uomo era il piacentino Enzo Boiardi. Il sogno era il primato italiano delle 24 ore di corsa.
E il sogno divenne realtà!
Il 17 ottobre 1971, ventiquattr’ore dopo la sua partenza, Enzo Boiardi non si era ancora fermato, aveva percorso 211 km e 831 metri, ben 529 giri consecutivi del campo di atletica, paragonabili a cinque maratone consecutive, e nel farlo, sopportò temperature rigidissime attorno allo zero.
Arrivò al traguardo in pantofole perché aveva i piedi distrutti nelle scarpe da corsa. «A causa del dolore, fu costretto a togliersi le Adidas che aveva e a sostituirle con delle specie di pantofole fatte in casa da mia madre», testimonia il figlio. Il risultato fu omologato dai giudici di gara Fidal. Ottenne il record nazionale a ben trentacinque anni, ma il ritmo dei primi giri gli avrebbe permesso anche di puntare al record del mondo. L’impresa rimase imbattuta diversi anni e noi quell’impresa vogliamo raccontarla attraverso un documentario.
Pensate agli atleti di oggi!
Oggi, le conoscenze sportive e i supporti tecnici sono ben altri, basta pensare agli orologi da polso che danno la frequenza cardiaca, ossigenazione o alle moderne tute antipioggia. Ed è per questo motivo che l’impresa di Enzo Boiardi suona ancor più grandiosa. All’epoca apparve disumana.
La riuscita del record rappresentò il coronamento di una forte spinta individuale che lo portò ad una straordinaria impresa. Un eroe moderno che dalle ristrettezze si innalza verso la gloria. Un intenso profilo di vita e di sport da cui si evince come la corsa sia stata motivo di riscatto sociale per il fondista piacentino e di scappatoia dalle angustie di un periodo difficile come il Dopoguerra, che noi vogliamo valorizzare attraverso un documentario dedicato proprio a Enzo Boiardi.
Perché vogliamo raccontarlo?
Perché ci si può fermare nella vita. Ma poi bisogna guardare avanti, alzarsi e ricominciare la propria strada; è quello che ci insegna questa storia. Uscire dal tunnel oscuro dell’ombra versa la luce. Non vale forse la pena ricordare questa avventura del 1971?
Il Cinema e la tua donazione!
Grazie alla tua donazione possiamo trasmettere con uno dei mezzi di comunicazione più potenti, IL CINEMA, una narrazione di riscatto, di forza contro tutto e tutti.
Come faremo? Con l’uso delle moderne tecniche del linguaggio cinematografico: un documentario di “creazione”. Ma per riuscirci abbiamo bisogno di un due professionisti. Grazie alla tua donazione possiamo avere un bravo operatore video e un bravo tecnico audio per questo documentario il cui risultato finale può essere di ispirazione per tante persone, una luce, soprattutto per i giovani.
Diventa anche tu produttore di un bel film!
Chi siamo
Noi di Muselunghe siamo specializzati nella realizzazione di documentari a forte carattere spirituale ed educativo, tante sono le figure che abbiamo già raccontato per immagini ottenendo anche premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, figure come “Giovanni Rossi Made in Italy” fondatore della Cementi Rossi, “I Cardinali Ersilio Tonini e Agostino Casaroli”, la “Beata Suor Leonella”, i tenori “Italo Cristalli, Gianni Poggi e Flaviano Labò”.
Questo nuovo progetto “Il maratoneta operaio” è già vincitore del bando “Figure del Novecento” della Regione Emilia Romagna, ora ci manca da correre l’ultimo chilometro insieme per realizzare un’impresa nell’impresa. Sostienici anche tu!

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