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Un momento dell'audizione dell'ispettore capo del Noava nel corso della riunione dell'Osservatorio antimafia a Udine

UDINE: ANTIMAFIA. AUDIZIONE NOAVA: AUMENTO TRAFFICO RIFIUTI, FANGHI E ANIMALI

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Un aumento esponenziale del traffico di

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rifiuti, specie nel settore dell’edilizia che vive un boom grazie

al superbonus. Il problema del controllo delle emissioni, quasi

azzerate dopo la soppressione delle Province. Il business del

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traffico di animali da affezione, difficilissimo da controllare.

E infine il problema dei fanghi da depurazione, che a volte

arrivano da regioni lontane alimentando il sospetto che si tratti

di prodotti tossici da smaltire.

Sono queste le quattro emergenze segnalate da Claudio Freddi,

ispettore capo del Nucleo operativo per le attività di vigilanza

ambientale (in sigla Noava) del Corpo Forestale regionale,

protagonista dell’audizione di oggi da parte dell’Osservatorio

regionale antimafia (Ora) nella sede regionale di via Prefettura

a Udine. Sotto la presidenza di Enrico Sbriglia e alla presenza

degli altri componenti Ruggero Buciol, Barbara Clama e Lorenzo

Pillinini, l’organismo di garanzia istituito dal Consiglio

regionale ha voluto fare il punto sull’attività di chi è chiamato

a contrastare gli illeciti in campo ambientale.

Il problema numero uno, emerso in tutti i capitoli della vasta

disamina, è quello dell’organico, in quanto quello attuale non

sarebbe sufficiente a svolgere un’adeguata attività di controllo.

Prendiamo ad esempio il tema dei rifiuti in edilizia, che a volte

contengono tracce di amianto legate alla demolizione di vecchi

edifici e sono aumentati del 30 per cento con l’introduzione

delle agevolazioni fiscali: in particolare dalle province di

Trieste e Gorizia ci sarebbero – è stato detto – frequenti

violazioni delle norme, aggirate con il trasporto dei rifiuti in

Slovenia, dove vige una normativa diversa.

E questo, come segnalano spesso le associazioni di categoria,

innesca un problema di concorrenza sleale da parte di chi

risparmia sugli oneri di legge. Più in generale, ci sono ogni

giorno circa duemila trasporti in regione ed è crescente la

percentuale di materiale che finisce all’estero: numeri

impossibili da controllare. Analogo problema è stato segnalato

per le emissioni, un tempo sottoposte alla vigilanza preventiva

delle Polizie provinciali.

L’ispettore Freddi si è soffermato anche sul traffico di animali,

da affezione ma anche da combattimento. Anche questo fenomeno è

in crescita e difficile da controllare per carenza di personale

specializzato, con complicazioni che riguardano ad esempio la

difficoltà di trovare traduttori per interrogare gli autisti,

spesso dell’est Europa. Per un furgone che fermiamo,

probabilmente altri cento ne passano, è stata l’amara sintesi

dell’ispettore capo del Noava.

Infine, il problema dei fanghi da depurazione in agricoltura,

sottoposti a una rigida disciplina in quanto esistono precisi

limiti alla quantità di azoto su ciascun fondo, ma appetibili per

gli agricoltori, che vengono pagati per riceverne e possono in

questo modo integrare il reddito. Sono migliaia le particelle

dichiarate in regione, ma alcuni anni fa – ha detto ancora

l’ispettore capo del Noava – ci siamo accorti che molte di queste

non corrispondevano. Non è però affatto facile dimostrare a

posteriori che il fango era contaminato. Di certo, l’arrivo di

camion da regioni lontane come Lombardia ed Emilia Romagna lascia

aperto il sospetto che qualcuno voglia smaltire prodotti tossici.

E anche in questo caso il problema è la carenza di personale in

grado di svolgere i controlli.

Il vicepresidente Sbriglia e gli altri componenti dell’Ora hanno

preso atto delle problematiche, ripromettendosi di svilupparle

anche in successivi incontri per poter arrivare a una migliore

sinergia tra i diversi soggetti istituzionali che si occupano di

questi temi.

L’Osservatorio ha infine dato il via libera a un nuovo tirocinio

curricolare, in collaborazione con l’Università di Padova.

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