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Lecco Pride 2023 – saluto del Sindaco

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Buon pomeriggio a tutti! Che bello vedervi, che bello incontrarci!

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È per me un grande piacere essere qui, su questo palco, in questa piazza, per la terza
volta come Sindaco a rappresentare la Città di Lecco insieme a rappresentanti della
Giunta e della maggioranza che mi sostiene in questo ruolo ed in rappresentanza di tante
amministrazioni comunali che hanno scelto si sostenere il Pride! Un saluto e un grazie
doveroso, pertanto, a tutti gli organizzatori di Lecco Pride, agli amici di Renzo e Lucio, a
chi garantisce la sicurezza, a tutti voi che colorate questo nostro pomeriggio! Benvenuti!

I diritti umani sono universali e inalienabili. Nessuno dovrebbe mai essere privato del
proprio diritto di amare e di essere sé stesso, indipendentemente dall’orientamento
sessuale o dall’identità di genere. Come cittadini e come Amministratori, abbiamo il
compito di promuovere e difendere questi diritti, senza compromessi.

L’avevamo detto in campagna elettorale, l’abbiamo fatto: ci siamo messi dalla parte dei
diritti. Avevamo garantito il supporto del Lecco Pride, e questo supporto c’è stato, dalla
sua primissima edizione. Avevamo promesso l’adesione alla rete RE.A.DY degli enti locali
per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni, e questa adesione c’è stata e ci
ha visto, anche recentemente, in prima linea nelle sue attività. Avevamo parlato di percorsi
educativi e formativi e nel 2022, per la prima volta, abbiamo promosso un corso formativo
per il personale socioeducativo del Comune di Lecco insieme a Renzo e Lucio e al
Consorzio Consolida. Un percorso che intendiamo ripetere anche quest’anno.

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L’inclusione è il cuore della democrazia. Significa che ogni individuo, senza eccezione,
ha il diritto di esprimere la propria identità e di vivere la propria vita senza paura di
discriminazioni o pregiudizi. Purtroppo, oggi sappiamo che troppo spesso non è così.

L’orribile aggressione a Pavia, che tutti abbiamo visto, è solo l’ultimo dei numerosi episodi
di violenza nei confronti di persone della comunità LGBTQ+ che la cronaca continua a

registrare. E senza contare quelle che la cronaca non può raccontare, perché denunciare
espone alla paura, al pregiudizio, all’ansia di un coming out forzato o di non essere tutelati.

Come ha evidenziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione
dell’ultima ella Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia:
«Omofobia, bifobia e transfobia costituiscono un’insopportabile piaga sociale ancora
presente e causa di inaccettabili discriminazioni e violenze, in alcune aree del mondo
persino legittimate da norme che calpestano i diritti della persona».

Ciò che mi ha più lasciato attonito e addolorato dell’episodio di Pavia, così come delle
tante manifestazioni d’intolleranza di cui abbiamo avuto notizia, è l’indifferenza.
L’indifferenza è un nemico da combattere tanto quanto la violenza: dobbiamo ancora
investire molto in educazione e sensibilizzazione. Solo così possiamo combattere gli
stereotipi, promuovere il rispetto e insegnare che l’amore e la diversità sono forze che ci
uniscono.

Come ha detto l’Assessore alle Pari opportunità Renata Zuffi nella conferenza stampa di
presentazione del Lecco Pride, noi con questa adesione, con il nostro patrocinio,
facciamo una scelta di campo. Perché guardate bene: ci possono essere opinioni
diverse, anche su questioni dirimenti, (anche io ho le mie idee, se permettete) ci possono
essere pensieri e sentiti opposti soprattutto su quelle tematiche che toccano le corde
dell’etica. Ma sui principi del Pride non si può tentennare.

Non è tollerabile, in questo senso, l’ostracismo messo in atto in questi giorni da
rappresentanti delle Istituzioni. Perché una cosa è il confronto, indispensabile per
interrogarci su tutti i temi che circondando la nostra complessa quotidianità, altra cosa è
strumentalizzare, giocando sulla pelle delle persone, delle loro famiglie, dei loro cari per
spostare l’attenzione dai problemi del Paese e dalle inefficienze di chi non riesce a
risolvere.

In questa complessa dialettica politica, che si svolge in tempi e luoghi diversi, si deve
inserire il pragmatismo di un sindaco: un sindaco deve poter disporre degli strumenti
normativi che gli consentano di sostenere sempre la parte più debole: purtroppo, oggi, in

un paese che vieta le trascrizioni dei figli delle coppie omogenitoriali, noi sindaci
siamo obbligati a lasciare centinaia di bambini in un limbo non è degno di un Paese
civile, serve una legge degna di un paese civile!

Proprio su questo tema, all’interno dell’adesione alla rete RE.A.DY, il Comune di Lecco –
rappresentato dall’Assessore Emanuele Manzoni – ha preso parte alla manifestazione
tenutasi a Torino “Le città per i diritti”, per chiedere allo Stato di colmare quel vuoto
normativo che oggi lede i diritti di tanti minori in Italia. Perché l’interesse di ciascun
bambino viene prima di tutto e merita di essere tutelato dal nostro Stato.

Ci tengo pertanto a dirlo chiaramente: questa Città non gioca su delle ambiguità non
degne di rappresentanti delle Istituzioni. Questa Città il patrocinio lo ha dato, lo dà e lo
darà. Questa Città è orgogliosa delle differenze dei suoi cittadini, è orgogliosa del suo
Pride!

Noi, da qui, continueremo a fare il possibile affinché Lecco sia una città dove nessuno
resta indietro e che riconosca i diritti fondamentali di tutti. Accoglienza, rispetto e
inclusione: queste sono e saranno le parole chiave per la mia Amministrazione. Da oggi
saranno affiancate dalle tre parole che aprono il manifesto di questo Lecco Pride: identità,
parità, libertà.

La Città di Lecco, a partire dal suo Sindaco, c’è e ci sarà. Grazie!

Mauro Gattinoni
Sindaco di Lecco

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