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BOLOGNA: TRAPIANTO DI FEGATO ECCO SPIEGATA LA TECNICA UTILIZZATA DAI DOTTORI DEL POLICLINICO

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La tecnica u lizzata per il trapianto di fegato è stata spiegata dai medici di Bologna che hanno operato il paziente di 66 anni che oggi sta bene e vive una vita regolare.

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La tecnica tradizionale a cielo aperto, come ha spiegato il professor Fabrizio Di Benede o nel corso della conferenza stampa, prevede un’incisione mediana estesa dalla fine dello sterno all’ombelico, con un allargamento laterale a destra. Questo po di incisione può essere molto dolorosa nel postoperatorio e si s ma che circa un paziente su cinque svilupperà nel tempo un’ernia della parete addominale in corrispondenza della cicatrice. Essa è tu avia necessaria per un o male controllo vascolare e per poter rimuovere il fegato na vo. 

La tecnica mini-invasiva perme e di eseguire l’epatectomia ad addome chiuso, garantendo la stessa sicurezza ed il controllo vascolare, a raverso 4 accessi da 8 millimetri, ed una volta completata la rimozione del fegato malato si esegue una piccola incisione di 10 cen metri a orno all’ombelico per rimuoverlo ed alloggiare il nuovo fegato donato. A questo punto, sempre tramite i piccoli accessi, con il robot vengono eseguite le suture per rivascolarizzare il nuovo fegato.

I trapian in Emilia-Romagna nel 2023

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In Emilia-Romagna nel 2023 sono stati eseguiti 585 trapianti, facendo così registrare il più alto numero di interventi mai registrato in regione e confermando la crescita degli ultimi anni (gli interventi erano stati 516 nel 2022 e 493 nel 2021). Un risultato raggiunto grazie all’incremento dei potenziali donatori segnalati dagli ospedali (325, +6,2% rispetto all’anno precedente), e alla forza della rete territoriale coordinata dal Centro Riferimento Trapianti. Di conseguenza crescono anche i donatori effettivamente utilizzati (222, +7,7%). Ben 585 (+13,4%) gli organi trapiantati perché ritenuti idonei anche per merito delle innovative tecniche di trattamento introdotte negli ultimi anni.

In particolare, sono stati 50 gli interventi eseguiti dal Centro trapianti di cuore dell’Irccs Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, un numero record dal 1997 (anno di istituzione del CRT) ad oggi. Di questi 9 sono stati trapianti su pazienti pediatrici o con cardiopatie congenite seguiti dall’equipe di Cardiochirurgia pediatrica e dell’età evolutiva. 

Anche per i trapianti di polmone è stato un anno record: 14 quelli eseguiti dalla Chirurgia Toracica dell’Ircss Policlinico di Sant’Orsola, 5 in più rispetto al 2022.

Crescono anche i trapianti di fegato: 289 quelli conteggiati tra il Policlinico di Sant’Orsola di Bologna (139) e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena (150, 9 dei quali da donatore vivente). Nel complesso si tratta di un aumento del 17%, a conferma di un trend in crescita costante ormai da anni.

Sono rimasti invece sostanzialmente stabili i trapianti di rene: 232 (3 in più rispetto all’anno precedente) quelli realizzati tra gli ospedali di Bologna, Modena e Parma. Nel dettaglio, il Policlinico di Sant’Orsola ha eseguito 100 trapianti con organi prelevati da cadavere e 31 da donatore vivente, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena ha utilizzato 31 organi da cadavere e 8 da donatore vivente e l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma ha realizzato 54 trapianti di rene da cadavere e 8 da vivente/MC

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