

Affidati i lavori di potenziamento e ampliamento dell’impianto idrovoro di Val Lovato, proprio a cent’anni dalla sua costruzione: la portata, oggi di 12,2 m³/s, verrà aumentata a 17,7 m³/s, con un incremento di 5,5 m³/s, corrispondente a un aumento dell’80% della potenzialità. Il finanziamento complessivo si attesta intorno ai 5 milioni di euro, con 3,2 milioni provenienti dal fondo della Protezione Civile e 1,7 milioni dalla Direzione Ambiente.
“Il Friuli Venezia Giulia ha saputo reagire alle grandi emergenze, diventando un punto di riferimento a livello nazionale. In questi anni – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale del Fvg, Mauro Bordin, presente a Lignano Insieme alla collega Maddalena Spagnolo – abbiamo dimostrato di saper amministrare con responsabilità, trattenendo in Regione
risorse importanti che ora vengono investite sui territori per la sicurezza e il benessere della comunità. Quando realizziamo opere visibili, i cittadini le apprezzano subito. Ma ci sono anche infrastrutture meno evidenti, come questa, che diventano indispensabili nei momenti critici, facendo la differenza tra un territorio sicuro e un’emergenza”.
“Dobbiamo lavorare in sinergia, mettendo insieme le competenze di consorzi, società e istituzioni, coinvolgendo i cittadini con percorsi partecipativi. Ma una volta chiarita l’importanza di un’opera per il nostro territorio – ha sottolineato Bordin – dobbiamo andare avanti con determinazione. Ci sarà sempre chi cavalca le proteste, ma il nostro compito è assumere decisioni di responsabilità per le nuove generazioni. Il tempo dimostrerà il valore di queste scelte”.
È toccato all’ingegner Massimo Ventuli del Consorzio Bonifica Pianura Friulana spiegare tecnicamente la complessità dell’opera
e la sua storia. I lavori prevedono la realizzazione di una vasca
interrata, profonda 8,5 metri e con dimensioni in pianta di 8×2
metri, che sarà servita da tre pompe. Verrà quindi allestita una
cabina per il comando e l’alimentazione, affiancata da una
paratoia destinata a collegare la nuova idrovora. L’impianto
potrà inoltre ricevere la condotta proveniente dal centro di
Lignano Pineta, consentendo il sollevamento diretto delle acque.
Pur non aumentando il volume di acque scaricate,
l’intercettazione precoce permetterà di alleviare eventuali
problemi di allagamento.
Uno studio condotto dall’Università di Udine, in collaborazione
con Cafc, Comune di Lignano e Consorzio di bonifica della pianura
friulana, ha evidenziato le problematiche esistenti,
quantificandole dal punto di vista economico e valutandone i
benefici in termini idraulici. Grazie a una combinazione di
analisi costi-benefici, sono risultate prioritarie due opere:
l’ampliamento dell’impianto di Val Lovato e il collettore
realizzato dal Cafc, che porterà le acque provenienti da Pineta e
Sabbiadoro.
“Il nostro impegno è chiaro: investire risorse, affiancare chi
lavora sul territorio e continuare a fare squadra. Mettere in
sicurezza Lignano Sabbiadoro significa proteggere anche la nostra
economia, e noi siamo qui per garantire un futuro più sicuro e
sostenibile per tutti”, ha concluso il presidente del Cr Fvg.
Oltre all’assessore regionale Riccardo Riccardi, hanno
partecipato all’incontro il sindaco di Lignano Laura Giorgi,
l’assessore Marco Donà, il presidente del Consorzio di bonifica,
Rosanna Clocchiatti, numerosi amministratori locali e i vertici
del Cafc e della Protezione Civile regionale.




