Roadmap del Parlamentari UE per il sostegno alle industrie ad alta intensità energetica
- L’UE deve proseguire nel percorso di decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica in modo economicamente efficiente per rimanere competitiva a livello globale.
- Gli sforzi dovrebbero concentrarsi sull’elettrificazione e sulla riduzione del divario dei prezzi dell’energia.
- Tra le misure che possono essere messe in campo c’è anche l’Energy Release sperimentato in Italia
- Appello per autorizzazioni più rapide, maggiore finanziamento e supporto normativo.
- Misure per contrastare la concorrenza sleale globale, garantire l’accesso alle materie prime e sostenere i lavoratori coinvolti.
È passata in Commissione la scorsa settimana, approderà nella seduta plenaria della prossima settimana (più precisamente mercoledì 2 aprile, voto in programma giovedì 3, poco dopo mezzogiorno) a Strasburgo: si tratta della risoluzione presentata dall’europarlamentare Giorgio Gori per chiedere misure strategiche per rafforzare la competitività delle industrie ad alta intensità energetica e garantire una transizione equa verso processi industriali sostenibili.
La risoluzione fissa la visione che l’Europarlamento affida alla Commissione Europea: è di fatto il documento che intende indirizzare le misure e le azioni che Ursula von der Leyen sarà chiamata ad adottare nei prossimi mesi per venire incontro alle esigenze e alle difficoltà delle industrie ad alta intensità energetica, il cui ruolo è cruciale nell’economia UE e nel processo di decarbonizzazione.
Il settore chimico, siderurgico, cartario, del cemento e del vetro sono fondamentali per l’occupazione e l’autonomia strategica europee, ma devono affrontare sfide nel passaggio a tecnologie più pulite a causa degli elevati costi e delle emissioni legate ai processi produttivi. La risoluzione evidenzia la necessità di una transizione economicamente sostenibile, utilizzando diverse tecnologie per ridurre i prezzi dell’energia ed evitare effetti di lock-in, con l’elettrificazione come strategia chiave.
Il testo individua diversi ostacoli alla competitività industriale dell’UE, tra cui le disparità di prezzo dell’energia rispetto ai concorrenti globali e la volatilità dei prezzi dei combustibili fossili. L’incompleta Unione dell’Energia, gli oneri normativi e meccanismi di finanziamento complessi ostacolano ulteriormente i progressi, soprattutto per le PMI. Anche il Sistema di Scambio di Quote di Emissione (ETS) presenta difficoltà dovute ai cambiamenti di mercato e all’uso disomogeneo dei ricavi tra gli Stati membri.
Autorizzazioni più rapide e contrasto alla concorrenza sleale
Per superare questi problemi, la risoluzione presentata da Gori e votata dalla Commissione chiede procedure più rapide per l’autorizzazione di progetti di energia pulita e l’attuazione della legislazione sulla progettazione del mercato elettrico per abbassare i costi dell’energia.
La proposta dell’europarlamentare bergamasco del Partito Democratico prevede una migliore integrazione dei sistemi energetici, investimenti nelle infrastrutture di rete e l’eliminazione graduale del gas naturale. Inoltre, evidenzia la necessità di semplificare la burocrazia e garantire l’accesso alle materie prime critiche per attrarre investimenti privati e sostenere la decarbonizzazione.
La risoluzione sottolinea anche l’importanza di affrontare la concorrenza sleale globale attraverso misure come il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) e la promozione di mercati di riferimento per i prodotti europei puliti. Viene enfatizzata la necessità di una transizione giusta, che sostenga i lavoratori e le comunità coinvolte, garantendo al contempo la competitività globale delle industrie europee nel processo di decarbonizzazione.
Tra i meccanismi proposti c’è anche un modello innovativo tutto italiano, l’Energy Release, che permette alle industrie ad alta intensità energetica di acquistare energia rinnovabile a un prezzo fisso, impegnandosi a investire in nuova capacità rinnovabile.
Infine, la risoluzione segnala la necessità di maggiori investimenti pubblici e privati alle aziende ad alta intensità energetica attraverso, per esempio, InvestEU, il programma che fornisce garanzie finanziarie per attrarre investimenti privati e pubblici nei settori strategici; il Fondo per la competitività, destinato a rafforzare la produttività e l’innovazione delle imprese; l’uso efficiente dei proventi del sistema ETS nazionale; e infine aiuti di Stato, da impiegare esclusivamente in modo complementare all’azione europea, evitando così frammentazione e diseguaglianze tra gli Stati UE.
Gori: “Il prezzo dell’energia ostacola la competitività dell’industria UE”
«Oggi i prezzi elevati dell’energia continuano a ostacolare seriamente la competitività globale delle imprese e della produzione industriale europea. Garantire l’accesso all’energia a prezzi competitivi sarà essenziale per preservare la base industriale dell’Europa, soprattutto per quei settori esposti alla concorrenza internazionale, e al tempo stesso favorire la loro decarbonizzazione. Consapevoli di questa sfida, abbiamo lavorato rapidamente a un’interrogazione orale con risoluzione per identificare le difficoltà attuali delle industrie ad alta intensità energetica e proporre soluzioni politiche che, sono certo, la Commissione prenderà in seria considerazione. Abbiamo sollecitato la presentazione e la discussione dell’interrogazione orale nella prima sessione plenaria disponibile a Strasburgo, perché è necessaria un’azione urgente e servono risposte concrete sul futuro della nostra industria», dichiara l’eurodeputato relatore Giorgio Gori (S&D, IT).
Prossimi passi
La risoluzione è stata adottata con 54 voti favorevoli, 17 contrari e 11 astensioni. Sarà presentata nel pomeriggio del 2 aprile nella sessione plenaria di Strasburgo e sottoposta a votazione di giovedì 3 aprile.
Costituirà un indirizzo forte per la Commissione, che, seppur non vincolata alle misure previste dal documento adottato da ITRE, potrà lavorare secondo un indirizzo chiaro da parte dell’EuroParlamento.
Contesto
La risoluzione si basa su precedenti rapporti e comunicazioni, tra cui il Rapporto Draghi, il Rapporto Letta e il Clean Industrial Deal e l’Action Plan for Affordable Energy della Commissione, per fornire una roadmap completa per la decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica nell’UE.



