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Quando qualcuno vuole sempre avere ragione e adotta un atteggiamento autoritario e aggressivo o mostra un tipico comportamento narcisistico

Forme comuni di bullismo pregiudiziale tra adulti

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Il bullismo pregiudiziale (o discriminatorio) tra adulti è una forma di aggressione e abuso che si verifica quando una persona viene presa di mira e maltrattata a causa di una sua caratteristica personale che la rende “diversa” o “non conforme” a stereotipi e aspettative sociali. A differenza di altre forme di bullismo, qui l’intento è specificamente legato a un pregiudizio basato su categorie protette o percepite come tali.

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Questo tipo di bullismo è particolarmente insidioso perché non solo causa sofferenza emotiva e psicologica, ma rinforza anche stereotipi negativi e può portare a un senso di profonda ingiustizia e disuguaglianza.

Caratteristiche principali del bullismo pregiudiziale tra adulti:

  1. Motivazione discriminatoria: La radice del comportamento bullistico è un pregiudizio o uno stereotipo negativo verso una specifica caratteristica della vittima.
  2. Ripetitività e intenzionalità: Come ogni forma di bullismo, è un comportamento persistente e mirato a danneggiare, non un singolo episodio isolato.
  3. Squilibrio di potere: Il bullo (o il gruppo di bulli) detiene o percepisce di detenere un potere (fisico, sociale, gerarchico, numerico) sulla vittima.
  4. Impatto sulla vittima: Oltre al danno emotivo e psicologico generale del bullismo, la vittima sperimenta un ulteriore senso di svilimento legato alla propria identità.

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Forme comuni di bullismo pregiudiziale tra adulti:

Il bullismo discriminatorio può manifestarsi in vari contesti, come il luogo di lavoro, la comunità, i gruppi sociali o online. Le categorie su cui si basa il pregiudizio includono, ma non si limitano a:

  • Bullismo basato sull’etnia/razza: Insulti, battute, esclusione o trattamenti sfavorevoli basati sull’origine etnica, la nazionalità, il colore della pelle o la cultura.
    • Esempi: Commenti denigratori su accenti stranieri, imitazioni offensive di comportamenti culturali, diffusione di stereotipi razziali, esclusione da attività sociali o professionali.
  • Bullismo basato sul genere: Maltrattamenti rivolti a una persona a causa del suo genere o della sua espressione di genere. Può colpire uomini, donne, persone non binarie.
    • Esempi: Commenti sessisti, scherzi “pesanti” a sfondo sessuale, sottovalutazione delle capacità basata sul genere, esclusione da opportunità lavorative o sociali, molestie sessuali.
  • Bullismo omobitransfobico: Direttamente rivolto a persone con orientamento sessuale o identità di genere non eteronormativa.
    • Esempi: Battute omofobe o transfobiche, insulti, diffusione di pettegolezzi sull’orientamento sessuale, minacce, esclusione da gruppi sociali.
  • Bullismo legato alla disabilità: Maltrattamenti nei confronti di persone con disabilità fisiche, sensoriali, intellettive o psicologiche.
    • Esempi: Derisione dell’andatura o del linguaggio, scherzi crudeli sulla disabilità, negazione di accessi o accomodamenti ragionevoli, isolamento.
  • Bullismo basato sull’età (Ageismo): Discriminazione o pregiudizio basato sull’età, che può colpire sia i più giovani (es. sottovalutati perché “troppo inesperti”) sia, più frequentemente, gli anziani (es. considerati “non al passo” o “meno produttivi”).
    • Esempi: Commenti sprezzanti sull’età, negazione di opportunità di formazione o promozione, esclusione da attività sociali o professionali basata sull’età.
  • Bullismo basato sulla religione: Aggressioni o denigrazioni dovute alle credenze o pratiche religiose della vittima.
    • Esempi: Insulti a sfondo religioso, derisione di simboli o pratiche religiose, diffusione di stereotipi negativi sulla religione della persona.
  • Bullismo basato sull’aspetto fisico: Prese in giro o umiliazioni costanti legate al peso, all’altezza, alle caratteristiche del viso o a qualsiasi altro aspetto fisico. Sebbene non sempre sia “pregiudiziale” nel senso legale, rientra spesso in dinamiche di discriminazione sociale.

Contestualizzazione nel mondo adulto:

Nel contesto adulto, in particolare sul posto di lavoro, il bullismo pregiudiziale si sovrappone spesso al fenomeno del mobbing. Il mobbing è una forma di bullismo psicologico e vessatorio protratto nel tempo, mirato a danneggiare la reputazione, la salute o la posizione lavorativa della vittima. Quando il mobbing è motivato da uno dei fattori discriminatori sopra elencati (genere, età, etnia, ecc.), diventa a tutti gli effetti bullismo discriminatorio.

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Le conseguenze per la vittima sono gravi: stress cronico, ansia, depressione, bassa autostima, perdita di fiducia negli altri e nell’ambiente, fino a problemi di salute fisica e psicologica più gravi.

Cosa fare:

  • Riconoscere il problema: Essere consapevoli che il bullismo pregiudiziale esiste anche tra adulti è il primo passo.
  • Documentare: Tenere traccia di date, orari, luoghi, persone coinvolte e dettagli degli incidenti. Questo è cruciale, specialmente in contesti lavorativi o legali.
  • Cercare supporto: Parlare con amici, familiari, colleghi di fiducia, o professionisti (psicologi, avvocati, sindacati, risorse umane).
  • Segnalare: In ambito lavorativo, utilizzare i canali interni (HR, superiori, rappresentanti sindacali) o esterni (organismi per le pari opportunità, avvocati). Nella vita sociale, si può considerare la segnalazione alle autorità competenti se i comportamenti violano la legge (es. incitamento all’odio, diffamazione).
  • Non isolarsi: Mantenere una rete di supporto sociale è fondamentale per contrastare gli effetti dell’isolamento.

Il bullismo pregiudiziale tra adulti è un abuso che mina la dignità e i diritti fondamentali della persona. È essenziale che le società e le organizzazioni promuovano una cultura di rispetto e inclusione, con politiche chiare di tolleranza zero verso ogni forma di discriminazione e bullismo.

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