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1. Ferdinando Scianna Il fotografo dell'ombra, Courtesy of Fondazione Brescia Musei

Brescia Photo Festival 2026: una città in dialogo con la fotografia

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La IX edizione ha trasformato Brescia in un palcoscenico culturale: tra
mostre, incontri e progetti, con protagonisti internazionali, nuove
generazioni e un’importante donazione alle Collezioni civiche bresciane

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Si è conclusa domenica 29 marzo la IX edizione del Brescia Photo Festival,
la prima nella sua veste rinnovata, che si è affermata come una grande festa condivisa capace di
coinvolgere l’intera città. Per quattro giorni Brescia si è trasformata in un palcoscenico diffuso,
attraversato da un pubblico partecipe che ha animato strade e luoghi della cultura, muovendosi con
curiosità tra gli appuntamenti in programma. Dal Museo di Santa Giulia alla Cavallerizza – Centro
della Fotografia Italiana, da Spazio Contemporanea allo Stones Venue, dalla Pinacoteca Tosio
Martinengo a Mutty Gallery, fino a Palazzo Martinengo Cesaresco, al Cinema Nuovo Eden e
MITA, la fotografia ha fatto da filo conduttore in oltre venti eventi pubblici, mettendo in dialogo
spazi, istituzioni e comunità.

Un racconto coerente ha attraversato l’intera manifestazione, segnato simbolicamente dalla
presenza, in apertura e in chiusura del Festival, di due protagonisti della Magnum Photos, tra le
più importanti agenzie fotografiche al mondo, fondata nel 1947 anche da Robert Capa e Henri
Cartier-Bresson. Da un lato Bruce Gilden, con la prima antologica italiana a lui dedicata al Museo di
Santa Giulia (Bruce Gilden. A closer look) e con l’installazione site-specific alla Pinacoteca Tosio
Martinengo (Grace/Grazia. Bruce Gilden per Raffaello); dall’altro Ferdinando Scianna, al centro
della serata conclusiva in un dialogo con Renato Corsini, direttore artistico del Festival, seguito dalla
proiezione al Cinema Nuovo Eden del film firmato da Roberto Andò e presentato alla Mostra del
Cinema di Venezia. Due sguardi distinti, accomunati dalla capacità di guidare il pubblico in un viaggio
tra immagini e racconto, restituendo la fotografia come strumento di interpretazione del reale.
Accanto a loro, il Festival ha accolto numerosi autori e studiosi che hanno contribuito ad
arricchire il programma con prospettive diverse, tra cui Giovanna Calvenzi, Diego Cascio,
Francesco Cito, Paolo Clerici, Denis Curti, Marco Gehlhar, Andrea Holzherr, Paolo Landi, Gabriele
Micalizzi, Roberto Mutti, Alberto Prina, Lea Sansone, Massimo Sestini, Giovanni Valagussa e Mauro
Zanchi, delineando un panorama articolato e dinamico.

Il palinsesto ha proposto quattro giornate dense di appuntamenti tra mostre, incontri, talk e
proiezioni. Giovedì 26 marzo si è aperto con la riflessione dedicata a Oliviero Toscani, promossa da
Editrice Morcelliana – Scholé e Accademia Santa Giulia, proseguendo con la presentazione del
progetto Teatri dell’immagine, che trasformerà le cave di Botticino in spazi espositivi, e con
l’incontro sul libro The Great Filter da Mutty Gallery, dedicato alle contraddizioni tra progresso tecnologico e crisi globale, fino all’inaugurazione del progetto espositivo dedicato a Bruce Gilden al
Museo di Santa Giulia, in Pinacoteca Tosio Martinengo e a Spazio Contemporanea, la galleria
underground di Brescia. La giornata si è chiusa al cinema Nuovo Eden, con il racconto visivo
dedicato a Mimmo e Francesco Jodice.

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tecnologico e crisi globale, fino all’inaugurazione del progetto espositivo dedicato a Bruce Gilden al
Museo di Santa Giulia, in Pinacoteca Tosio Martinengo e a Spazio Contemporanea, la galleria
underground di Brescia. La giornata si è chiusa al cinema Nuovo Eden, con il racconto visivo
dedicato a Mimmo e Francesco Jodice.

In questo contesto si inserisce la donazione alla città, da parte di Massimo Sestini, di 52
exhibition prints entrati a far parte delle Collezioni civiche bresciane. Le opere, protagoniste della
monografica Zenit della Fotografia, ripercorrono oltre trent’anni di carriera attraverso immagini che
raccontano eventi, trasformazioni e momenti cruciali della storia recente, tra cui Mare Nostrum,
premiata con il World Press Photo. Un gesto che rafforza il legame tra l’artista e la città e
consegna al pubblico un patrimonio destinato alle generazioni future.

Particolarmente significativo anche il coinvolgimento delle scuole, protagoniste attive del Festival.
Gli studenti hanno partecipato numerosi agli appuntamenti a loro dedicati: dall’incontro su Oliviero
Toscani, occasione di riflessione sul ruolo della comunicazione e delle sue trasformazioni, offrendo
strumenti critici per comprendere il potere delle immagini nel mondo contemporaneo, al dialogo tra
Bruce Gilden e Denis Curti, che ha dato vita a un confronto diretto e coinvolgente con il
pubblico più giovane: il fotografo americano, celebre per la sua capacità di catturare in modo diretto
e potente l’animo umano, ha saputo conquistare la platea di adolescenti accorsi ad ascoltarlo,
instaurando un confronto autentico e stimolante che ha lasciato un segno tangibile nel pubblico più
giovane.

Con quasi 2.500 partecipanti registrati in quattro giorni, il Brescia Photo Festival conferma il proprio
ruolo nel panorama culturale cittadino, proponendo un’esperienza capace di coniugare ricerca,
divulgazione e partecipazione, e restituendo l’immagine di una città sempre più attenta ai linguaggi
della contemporaneità.
Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana e tutti i
promotori coinvolti ringraziano tutti gli ospiti, i cittadini, i visitatori e i grandi interpreti della fotografia
che sono accorsi a Brescia in questa grande festa della fotografia.

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