“Incompatibile con la dignità della persona” il regime di vita, “lesivo dell’integrità psico-fisica dei pazienti, vulnerabili per età, fragilità e totale dipendenza dagli operatori”: così descritte, le motivazioni della sentenza di primo grado, le condizioni degli anziani ospiti della casa di riposo Sacro Cuore di Dizzasco. Il giudice Maria Elisabetta De Benedetto ha emesso sette condanne, con pene fino a 5 anni, nel processo con giudizio abbreviato, depositando ora le motivazioni. Secondo il giudice, le prove acquisite consentono di affermare con certezza la responsabilità penale degli imputati. Ritenute “del tutto attendibili” le dichiarazioni di Pasquale Moretti, l’operatore che denunciò i presunti maltrattamenti, supportate da intercettazioni e prove documentali. Tra gli episodi citati, uno “inquietante”: una chiamata al 112 partita per errore dal cellulare di un dipendente, durante la quale si udivano chiaramente lamenti e frasi minacciose. Agli imputati sono attribuiti insulti, offese e atti di svilimento della personalità degli anziani, che venivano strattonati e sbattuti contro le sponde del letto, oltre a subire min di percosse e privazione dei pasti. I legali degli imputati potrebbero decidere di impugnare la sentenza per andare in appello
DIZZASCO: ANZIANI MALTRATTATI LA SENTENZA DEL GIUDICE “Incompatibile con la dignità della persona”
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- Autore dell'articolo:asso_tv
- Articolo pubblicato:2 Giugno 2026
- Categoria dell'articolo:Como / Cronaca
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