“Il Cpr di Gradisca è una sciagura, una struttura-mostro che da 20 anni testimonia ingiustizie e disumanità: questo e tutti i Cpr vanno assolutamente chiusi”. Lo afferma in una nota la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) commentando la situazione del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Gradisca di Isonzo.
La consigliera esprime solidarietà al sindaco di Gradisca, Alessandro Pagotto, e apprezzamento per il lavoro svolto dalla Garante comunale dei detenuti, Cristina Patron. Inoltre ricorda la mozione presentata in Consiglio regionale “da tempo, ma oggi più che mai viva e attuale”.
“Con la manifestazione di civiltà davanti al Cpr e la presenza straordinaria di Marco Cavallo – aggiunge Fasiolo – avevamo ribadito l’inadeguatezza e l’assurdità dei Cpr, strutture
inadeguate oltre ogni immaginazione, che rinchiudono giovani
disperati, in gabbie segnate da rivolte continue”. In questo
contesto, continua, “risultano molto difficili anche le
condizioni di lavoro della polizia, costretta ad allerte
complesse e sono pure rischiose le condizioni degli operatori
civili. Uno stress che percepisce il territorio di Gradisca,
costretto a subire il peso della gestione di una mega struttura”.
Per questo, Fasiolo rinnova le richieste, già presentate
nell’Aula del Consiglio regionale, di “rafforzare la presenza di
mediatori culturali e di assegnare risorse per la comprensione di
lingua e cultura, con il superamento delle difficoltà
comunicative, premessa a qualsiasi forma di comunicazione. Gli
stessi sindacati di polizia chiedono che si eviti una pesante
marginalizzazione dei migranti che, sovente, genera le condizioni
ideali affinché i disperati finiscano in tentativi suicidi”.
“La politica – conclude la dem – deve interrogarsi e porre fine a
questa situazione, questo dev’essere l’obiettivo prioritario per
questi luoghi vergognosamente disumani”.


