Dall’11 giugno al 21 agosto, l’Atrio Scamozziano della Biblioteca Civica Angelo Mai ospiterà la mostra Ho sfogliato lentamente la corteccia dell’albero del cosmo, un’installazione firmata dal collettivo Ferrario Frères.
Collocato al centro dell’atrio, l’intervento accoglie i visitatori in uno spazio di passaggio sia fisico che simbolico. Protagonista dell’opera è il fusto verticale di un tiglio secolare, recuperato in un bosco del territorio bergamasco, stabilizzato e lavorato per richiamare il mito antico dell’Albero del Mondo. Attraverso una fenditura nel tronco svuotato, si scorge una figura umana eterea nella sua apparenza realizzata in vetroresina e cera e illuminata a LED. A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente è un sottofondo sonoro diffuso nell’ambiente: suoni della natura e voci lontane che invitano a fermarsi, ad ascoltare e a riflettere.
“La presenza di questa installazione nell’Atrio Scamozziano esprime molto bene il senso profondo della Biblioteca Angelo Mai come custode della memoria storica. Attraverso l’opera di un artista bergamasco, che ha riflettuto proprio sul valore del tempo e del ricordo, la natura stessa si fa metafora della conoscenza protetta tra queste mura. L’iniziativa si inserisce in un nuovo percorso della biblioteca, che intende aprire sempre più le sue sale all’arte contemporanea, in un dialogo serrato fra spazi monumentali, linguaggi moderni e patrimonio librario e archivistico. La biblioteca si afferma così come un luogo vivo: non solo custode della conoscenza, ma piazza culturale aperta alla riflessione e alla meraviglia.” Sergio Gandi, Assessore alla cultura
L’installazione nasce da una profonda riflessione sul ruolo della memoria e del tempo. Il tiglio, un elemento naturale radicato nel territorio, si trasforma in un asse verticale che unisce idealmente la terra e il cielo, il visibile e l’invisibile, proprio come l’albero cosmico delle antiche leggende. La figura umana che traspare dal suo interno evoca lo spirito stesso del luogo, una presenza silenziosa che abita il tempo e che rappresenta l’anima della conoscenza.
Se la presenza di un grande albero all’interno dell’Atrio Scamozziano può sorprendere, il legame concettuale con la Biblioteca Mai è profondo. Così come la corteccia di questo tronco antico racchiude e protegge una presenza che evoca il pensiero, allo stesso modo la Biblioteca accoglie e custodisce nei suoi depositi i “secoli di carta” che formano la memoria storica della comunità. Il legno diventa così un custode silenzioso, capace di creare un ponte ideale tra la materia naturale, la storia del territorio e il presente.
Questa iniziativa dà continuità alla programmazione espositiva estiva della Biblioteca. L’Atrio già lo scorso anno ha ospitato le suggestive opere di Gabriella Benedini, inaugurando un ciclo di appuntamenti che punta a far dialogare la bellezza monumentale del palazzo con linguaggi espressivi capaci di offrire nuove e inedite chiavi di lettura degli spazi storici.
L’inaugurazione è prevista per giovedì 11 giugno alle ore 18.00, con la presentazione a cura dello storico dell’arte Andrea Zucchinali.
L’ingresso alla mostra è libero, gratuito e accessibile negli orari di apertura della Biblioteca.


