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Un momento dell'inaugurazione della mostra fotografica Terremoti e trasformazioni. fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli

UDINE: 50 ANNI DAL TERREMOTO BORDIN MOSTRA MANTIENE VIVO RICORDO

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“Il terremoto del Friuli ci ha lasciato una grandissima eredità, ma con essa anche un’importante responsabilità, quella di continuare a trasmettere alle nuove generazioni lo spirito che ha animato una ricostruzione che è rimasta un modello di riferimento a livello nazionale e internazionale”.

Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin è intervenuto all’inaugurazione della mostra fotografica Terremoti e trasformazioni. fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli, allestita al Castello di Udine. “Una ricostruzione – ha affermato Bordin – che è stata possibile grazie all’enorme movimento di volontariato che si è attivato all’epoca, che ha visto protagonisti come Croce rossa, Donatori di sangue, Alpini e comuni cittadini, ma anche naturalmente un’attenta e puntuale risposta da parte delle istituzioni a tutti i livelli, senza dimenticare il ruolo strategico avuto dalla

Chiesa di allora con l’arcivescovo Battisti e il clero che hanno

seguito direttamente giorno per giorno le famiglie aiutandole nei

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momenti di grande sconforto e difficoltà”.

“Non dimentichiamo poi l’accoglienza di tante famiglie friulane e

non solo – ha osservato il massimo esponente dell’Assemblea

Legislativa – che hanno spalancato le porte della propria casa

agli sfollati. Tutto questo insieme ad un sapiente e attento

impiego delle risorse a disposizione ha consentito al Friuli di

ripartire negli stessi luoghi in tempi veloci”.

“Questo è il modello Friuli – ha concluso Bordin – di cui tutti

oggi ancora dobbiamo andare orgogliosi e che è nostro dovere

spiegare e illustrare affinché anche i giovani possano sentirsi

parte di una comunità che oggi è quello che è grazie ad uno

spirito che si è consolidato cinquant’anni fa ed è ancora

presente tra di noi”.

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