A oltre due anni dal crollo del Ponte della Motta, lungo la SP 6
“Zenzalino” tra Budrio e Molinella, il territorio non fa i conti solo con un collegamento mancante,
ma con un vero e proprio effetto domino che sta logorando l’intera rete stradale comunale. È
quanto denuncia un’interrogazione a risposta scritta depositata e rivolta alla Giunta dell’Emilia-
Romagna da alcuni consiglieri regionali: Marco Mastacchi (Rete Civica) ,primo firmatario, Marta
Evangelisti (Fratelli d’Italia), Tommaso Fiazza (Lega) e Valentina Castaldini (Forza Italia).
Il ponte, spazzato via dall’alluvione del maggio 2023, era la principale direttrice verso Bologna per
residenti, lavoratori, studenti e imprese, oltre che via d’accesso a servizi sanitari e scolastici. Da
allora il traffico – compresi mezzi agricoli e autocarri – è stato riversato su strade comunali nate
per un uso locale e mai progettate per sostenere simili volumi. A peggiorare il quadro concorrono
anche i mezzi pesanti impiegati per la ricostruzione degli argini del fiume Idice, che stanno
letteralmente consumando l’asfalto delle vie alternative. Gli assi più sollecitati sono quelli tra
Molinella, Guarda, Mezzolara e Riccardina, tra San Martino in Argine, Mezzolara e Riccardina, tra
Molinella, Redenta, Selva Malvezzi e Olmo, e tra Miravalle, Durazzo e la SP 29. Sebbene la
ricostruzione sia stata finanziata con l’Ordinanza n. 45/2025 del Commissario Straordinario, i tempi
restano lunghi. La richiesta di un Commissario straordinario dedicato, sul modello di quanto
concesso per il Ponte “Leonardo Da Vinci” di Sasso Marconi, avanzata dallo stesso Mastacchi con
una risoluzione del 2025, non è stata accolta. Tale diniego priva l’opera di procedure accelerate,
dilatando il cronoprogramma: l’approvazione del progetto e l’affidamento sono previsti per il
2026, con fine lavori stimata non prima del 2029. Nel corso della precedente interpellanza n. 2608,
l’assessore Priolo aveva indicato la necessità di dimostrare un nesso causale diretto tra l’evento
alluvionale e il danno per poter accedere ai finanziamenti di ripristino. I consiglieri firmatari
sottolineano come questo nesso sia in realtà evidente: gli allagamenti del maggio 2023 e del
settembre-ottobre 2024 – con particolare gravità nella frazione di Selva Malvezzi, dove sono state
colpite anche le pertinenze viarie e le opere di scolo – hanno causato danni diretti alle strade
comunali, ai quali si sono sommati gli effetti indiretti della chiusura del Ponte della Motta e del
conseguente dirottamento del traffico sulla rete locale. Il Comune di Molinella ha documentato
più volte questa situazione, con note formali inviate il 29 dicembre 2023, il 20 agosto 2024, il 18
aprile 2025 e il 13 febbraio 2026.
L’interrogazione chiede alla Giunta regionale di riferire sull’esito dell’incontro svoltosi in Prefettura
– annunciato dall’assessore Priolo come sede di coordinamento istituzionale sul dossier –
precisando quali soggetti vi abbiano preso parte e quali criticità siano state affrontate. Chiede
inoltre di conoscere tempi, priorità e risorse previste per il ripristino delle strade comunali più
danneggiate, nonché le misure urgenti che si intendono adottare per mettere in sicurezza la
viabilità alternativa oggi utilizzata da cittadini e imprese.
Mantenere l’attuale volume di traffico su strade già strutturalmente collassate per altri tre anni
non rappresenta una sfida manutentiva, ma un rischio concreto di interruzione totale della
viabilità per cedimento strutturale definitivo.
“Non si può chiedere a un territorio rurale e produttivo di reggere fino al 2029 mentre le sue
strade si sgretolano ogni giorno di più – dichiara Marco Mastacchi –. Il nesso tra l’alluvione, la
chiusura del ponte e il degrado delle strade comunali è sotto gli occhi di tutti: ora serve una
risposta concreta della Regione, con tempi certi e risorse dedicate, non un’ulteriore attesa
burocratica.”

