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Monza, torna allo splendore il Belvedere di Villa Mirabellino: il taglio del nastro nei Giardini del Parco

Verrà presentato sabato 10 ottobre alle ore 10 il restauro appena  terminato del Belvedere del Mirabellino, nel Parco di Monza. 

Durante l’edizione 2022 de “I luoghi del Cuore”, programma promosso da FAI – Fondo per  l’Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo dedicato alla cura e alla valorizzazione del patrimonio e al censimento dei luoghi italiani da non dimenticare, Villa Mirabellino ha ricevuto 17.993 voti,  classificandosi 10° nella classifica nazionale e secondo luogo in Lombardia. Il risultato è stato  raggiunto grazie all’importante attività di raccolta firme e sensibilizzazione di molteplici soggetti  pubblici e privati, del Comitato Amici del Mirabellino, che riunisce i volontari di Croce Rossa  Italiana, Comitato di Monza e gli architetti dell’Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e  conservatori della provincia di Monza e della Brianza, con il supporto della Delegazione FAI Monza.  Rilevante anche l’impegno dell’Ufficio Scolastico e degli studenti di numerosi istituti scolastici. La  raccolta firme ha registrato una straordinaria mobilitazione anche grazie al coinvolgimento di AC  Monza, Vero Volley, Musicamorfosi, Binario 7 e tante attività commerciali che hanno raccolto firme  cartacee. 

Questo risultato ha permesso al Consorzio Villa Reale e Parco di Monza di partecipare al bando che  il FAI lancia al termine di ogni edizione del programma “I Luoghi del Cuore”, la più grande campagna  nazionale di sensibilizzazione sul patrimonio culturale e paesaggistico italiano, promossa dal FAI Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che prevede l’assegnazione di  contributi economici per il restauro e la valorizzazione di beni storici, artistici o naturalistici italiani  a fronte della raccolta di una soglia minima di voti in fase di censimento.  

Il progetto di recupero del Belvedere è stato valutato idoneo e ha ottenuto il contributo di 24.000 € nell’ambito de “I Luoghi del Cuore”. Il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha concorso a sua volta  con un contributo di 26.000 €. 

Il rifacimento del Belvedere con le caratteristiche architettoniche e botaniche simili all’impianto  originario ha permesso di ripristinare parte delle visuali storiche e il percorso che sale sulla “vaga  collinetta”, restituendo al luogo un aspetto che rinvia alla veduta di Carlo Sanquirico risalente al  1830. Questo è il dettaglio delle opere eseguite: pulizia della vegetazione arbustiva e invasiva;  rimozione dei carpini che avevano invaso il Belvedere; ripristino delle quinte arboreo/arbustive della  collinetta con inserimento di Camelie di cultivar storiche recuperate dai Cataloghi dell’Ottocento del Parco; pulizia e ripristino della pavimentazione in calcestre, con sottofondo e tessuto non tessuto;  ripristino della copertura tappezzante delle rive del Belvedere con erbacee perenni e bulbi; ripristino  della rete dei percorsi del Belvedere con sottofondo in calcestre per accesso pedonale all’area;  fornitura e posa di due panchine e cartellonistica; delimitazione del Belvedere con cordone.  

«Quando nel 2023, grazie all’attivismo del Consiglio di Gestione del Consorzio e alla totale  collaborazione della Agenzia del Demanio, abbiamo avuto la conferma che Villa Mirabellino – e con  essa anche Cascina Milano – era definitivamente consegnata alle cure del Consorzio, uno dei primi  atti del Consiglio fu di aderire a un Bando Fai», dichiara Paolo Pilotto, Presidente del Consorzio Villa  Reale e Parco di Monza. «Nello stesso periodo il Mirabellino era infatti risultato essere uno dei dieci  “Luoghi del cuore”, il “censimento” nazionale promosso dal FAI a cadenza biennale per salvare e  valorizzare i luoghi italiani da non dimenticare. È stato quindi un piacere per noi sapere che il  Mirabellino era entrato nella graduatoria, e la decisione di aderire al Bando FAI per proporre un  primo intervento, concreto e simbolico nello stesso tempo, fu immediata. Ridare vita al piccolo ma  prezioso Belvedere della Villa Mirabellino suonava, e suona tuttora, come un segno beneaugurante: un primo atto di attenzione e cura, preludio di altri interventi. Un inizio. Perché la bellezza e la  storicità dell’edificio e del suo compendio meritano attenzione, investimenti, restauri accurati e  l’individuazione di impieghi adeguati, condizione necessaria per il mantenimento di questo e di ogni altro edificio storico presente all’interno del Parco di Monza». 

Elena Colombo, Capo Delegazione FAI di Monza commenta: «Dopo l’ottimo risultato nel  censimento de ‘I Luoghi del Cuore’ del FAI, esprimo piena soddisfazione per il restauro del Belvedere,  gazebo vegetale dei liriodendri, uno degli elementi paesaggistici dell’impianto originale di Villa  Mirabellino, con l’obiettivo di restituirgli la sua originaria funzione di spazio destinato alla  contemplazione e al riposo e con l’augurio che possa rappresentare un primo concreto passo verso  un più ampio progetto di restauro che dovrà essere realizzato su un Bene di grande rilevanza storica,  architettonica, ambientale, paesaggistica. 

Questo intervento testimonia inoltre come il volontariato rappresenti un’importante risorsa per la  società civile: l’attenzione e la partecipazione dei cittadini, degli studenti, dei volontari dimostra  come la tutela di un bene culturale possa essere sostenuta e rafforzata dalla consapevolezza e  dall’impegno della comunità». 

Villa Mirabellino  

Villa Mirabellino è posta in cima al declivio che dal settore occidentale del Parco di Monza scende  con una serie di terrazzamenti sino al Lambro. Nella sua posizione panoramica e scenografica fa da  contraltare architettonico alla Villa Mirabello, cui è collegata attraverso un viale di carpini foggiati  a globo. Fortemente desiderata dal cardinale Angelo Maria Durini, fu progettata nel 1776  dall’architetto Giulio Galliori, attivo presso la Veneranda Fabbrica del Duomo. Concepita come  dependance adibita a feste e intrattenimenti colti per gli ospiti della famiglia Durini, presenta un corpo centrale rialzato con ali laterali ribassate articolate attorno a un cortile. All’esterno la  residenza, che copre un’area di 1.355 mq, si presenta come una costruzione ad U, tipicamente  neoclassica. La facciata orientale, che la collega alla Villa Mirabello e al Parco attraverso un percorso  in discesa, è caratterizzata da un pronao che presenta due pilastri laterali e due colonne centrali, in  stile dorico. 

Nel 1795 il Cardinale Durini donò la Villa all’amata nipote Costanza Durini e al marito Giuseppe  Trivulzio, che avviarono una serie di lavori per farne una residenza privata. In seguito fu inglobata  nel Parco Reale durante la sua realizzazione avviata nel 1805 e divenne dimora prediletta di Eugenio  di Beauharnais, viceré d’Italia, e della consorte Augusta Amalia di Baviera, che adorava l’atmosfera  intima e la quiete della piccola dimora. Gli interni furono rinnovati per ospitare di nuovo ricevimenti  mondani e feste di famiglia, mentre gli splendidi giardini che già ornavano la struttura si popolarono  di fagiani dorati, fatti giungere dalla Cina per volere della viceregina, seguendo la moda esotica  diffusa all’epoca. Sul finire degli anni Trenta dell’Ottocento, venne trasformatp anche l’aspetto  esterno dall’architetto Giacomo Tazzini, che cancellò le linee barocchette della facciata, adattandola  al gusto dell’epoca. Le modifiche interessarono soprattutto le facciate del corpo principale: a est fu  eliminato il frontone rococò ed aggiunto un porticato a colonne; a ovest il porticato a tre arcate  venne trasformato in veranda.  

Con la scelta di Vittorio Emanuele III di assegnare alcuni beni della corona al Demanio dello Stato  iniziò il periodo di decadenza. Destinato all’Opera Nazionale Combattenti, il Mirabellino divenne  sede dell’Istituto Principessa Maria di Savoia. Nel 1942 fu dato in concessione gratuita ai Comuni di  Milano e Monza e divenne sede di una colonia elioterapica che risultò talmente invasiva da  cancellarne quasi totalmente la spazialità interna originaria. Quindi fu sede di un collegio pubblico  per bambini provenienti da famiglie con problemi sanitari o socio-economici e poi di un sindacato.  Oggi la Villa si trova in precarie condizioni di conservazione. Il degrado, evidente nella facciata e negli  interni, interessa l’intera struttura. Dopo decenni di abbandono, però, alla luce del risultato  conseguito nel censimento “I luoghi del Cuore” e dell’Accordo siglato con il Demanio dello Stato,  grazie al quale la Villa e l’attigua Cascina Milano sono passati al Consorzio della Villa Reale e Parco  di Monza, si rende possibile un progressivo recupero e una valorizzazione tesa a riscattare oltre un  secolo di usi impropri.

Il programma “I Luoghi del Cuore” Dar voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne il futuro è lo scopo del programma “I  Luoghi del Cuore”, lanciato dal FAI nel 2003 e promosso in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che si  propone di coinvolgere concretamente tutta la popolazione e di contribuire alla sensibilizzazione sul valore  del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Attraverso il censimento il FAI sollecita le istituzioni  locali e nazionali competenti, affinché mettano a disposizione le forze per salvaguardare i luoghi cari ai  cittadini; ma il programma è anche il mezzo per sostenere progetti di tutela e valorizzazione di alcuni beni  votati. Dopo il censimento, infatti, FAI e Intesa Sanpaolo sostengono una selezione di progetti promossi dai  territori a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di voti. “I Luoghi del Cuore”, dalla prima  edizione a oggi, ha in tal modo permesso, in tutta Italia, di sostenere 180 progetti a favore di luoghi d’arte e  di natura, grazie alla fattiva collaborazione con le istituzioni e le comunità. Spesso, inoltre, il programma ha  permesso di innescare virtuosi processi locali, che si sono trasformati in veri e propri impatti culturali, sociali,  ambientali ed economici, cambiando il destino di decine di Beni del patrimonio italiano.  In 13 edizioni, oltre 13 milioni di voti, 39.000 luoghi votati, 180 progetti sostenuti in 20 regioni. Per ulteriori informazioni: www.iluoghidelcuore.it

Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano è un Ente del Terzo Settore che opera grazie al sostegno di privati  cittadini, aziende e istituzioni per tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio italiano di storia, arte e  natura. Nata nel 1975 sul modello del National Trust, la Fondazione si impegna ogni giorno per recuperare,  proteggere e valorizzare monumenti e luoghi unici del nostro Paese e per educare e sensibilizzare la collettività 

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