BOLOGNA – Un semplice test eseguito su poche gocce di sangue prelevate dal tallone del neonato potrà fare la differenza tra la vita e una grave disabilità. Partirà il 12 ottobre in Emilia-Romagna il progetto pilota per lo screening neonatale della Leucodistrofia Metacromatica (MLD), tra i primi avviati sul territorio nazionale.
Finanziata dalla Regione con un investimento di circa 500 mila euro, l’iniziativa si avvale del contributo dell’associazione Voa Voa! Amici di Sofia APS (che fornirà circa 28 mila euro derivanti dal 5 per mille) ed è frutto della campagna nazionale ‘STOP MLD ITALIA’. Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna opererà come centro di riferimento per le attività di laboratorio, la refertazione (in prima fase in collaborazione con l’Ospedale Meyer di Firenze) e la presa in carico clinica presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile; i piccoli candidati alla terapia genica (Arsa-cel) saranno inviati all’Ospedale San Raffaele di Milano.
I dettagli sono stati presentati a Bologna dal presidente della Regione, Michele de Pascale, e dall’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, assieme a Guido De Barros (presidente di Voa Voa!), la mamma testimone Giulia Ferrari e il cantautore Nek (Filippo Neviani).
“Manteniamo l’impegno preso fin dall’inizio di questo percorso,” hanno sottolineato de Pascale e Fabi. “Individuare la malattia prima della comparsa dei sintomi rappresenta una concreta ed efficace opportunità di salute, consentendo un intervento tempestivo capace di cambiare la prospettiva di vita dei bambini”.
