Il Teatro Comunale di Catanzaro ha ospitato il saggio-spettacolo della Compagnia Danza di Luisa Squillacioti, che ha celebrato il suo quarantunesimo anno di attività con un progetto artistico ispirato all’opera di Charles Baudelaire. Un omaggio al grande poeta francese che ha trasformato il tradizionale saggio di fine anno in un percorso capace di intrecciare poesia, musica contemporanea e danza.






Le coreografie di Luisa Squillacioti e Manuela Piccione hanno dato corpo e fiato alla parola poetica di Baudelaire, conducendo il pubblico in un viaggio nella Parigi del XIX secolo e restituendo, al tempo stesso, l’attualità di un autore che continua a interrogare il presente. La danza ha dialogato con la poesia dando forma scenica ai contrasti, alle inquietudini e alla costante tensione verso la bellezza che attraversano l’intera opera baudelairiana. La presidenza del Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, attraverso Luigi Stanizzi, ha espresso compiacimento per l’iniziativa che contribuisce con originalità a divulgare la grande opera di Baudelaire. La forza dello spettacolo è emersa proprio dall’incontro tra linguaggi artistici differenti: la danza si è fatta naturale prolungamento della poesia, mentre la musica contemporanea ha creato un ponte tra l’universo di Baudelaire e la sensibilità del pubblico di oggi. La risposta della platea è stata travolgente: applausi lunghissimi e un entusiasmo incontenibile hanno trasformato il Teatro Comunale in un unico, vibrante abbraccio agli artisti.
A intervallare le esibizioni degli allievi è stata la voce di Chiara Piccione, cantante e compositrice formatasi tra Roma e l’estero, laureata magistrale in canto jazz presso il Conservatorio Santa Cecilia e perfezionatasi tra l’Estonian Academy of Music and Theatre e l’IMEP – Paris College of Music. Le sue interpretazioni hanno scandito la drammaturgia dello spettacolo, accompagnando il pubblico lungo l’itinerario poetico ideato dalla direttrice artistica e conferendo ulteriore profondità all’universo evocato in scena. Le splendide coreografie sono state immortalate dagli scatti del fotografo Davide Posella.
A suggellare la serata sono state le parole della direttrice, che ha affidato il proprio messaggio al celebre poema in prosa Enivrez-vous (Inebriatevi) di Baudelaire: «Bisogna sempre essere ebbri. Tutto qui: è l’unico problema. Ma di cosa? Di poesia, di virtù, e di danza, a piacer vostro. Ma inebriatevi». Un invito a vivere l’arte come esperienza capace di elevare lo spirito e ad alimentare quella passione che, da oltre quarant’anni, rappresenta il cuore dell’attività della Compagnia.
Forse il segno più autentico di questo lungo percorso è apparso proprio sul palcoscenico, dove quest’anno si sono esibiti anche i figli di alcuni tra i più talentuosi ex allievi della scuola. Un passaggio di testimone che racconta la capacità di Luisa Squillacioti di trasmettere, attraverso la danza, una passione destinata ad attraversare il tempo e le generazioni.
Quarantuno anni dopo la sua fondazione, la Compagnia Danza di Luisa Squillacioti continua a dimostrare come un saggio di fine anno possa trasformarsi in un autentico progetto culturale, nel quale la grande letteratura prende vita attraverso il movimento e il palcoscenico diventa luogo di ricerca, memoria e condivisione.
Per una sera, Baudelaire non è stato soltanto letto o ricordato: ha ritrovato voce e corpo attraverso la sensibilità artistica delle coreografe Luisa Squillacioti e Manuela Piccione e l’interpretazione dei danzatori, tra cui: Benedetta Albano, Marianna Albano, Giulia Bellini, Gaia Cassandra, Matilde Caruso, Lavinia Colacino, Federica Giglio, Bianca Maria Grandinetti, Alessia La Greca, Giulia Lombardi, Daria Ludovico, Silvia Rota, Baininko Sissoko e Giada Trapasso.


