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Il presidente del circolo Navarca, Aurelio Pantanali, illustra la meridiana "La luce sull'ombra"

AIELLO DEL FRIULI: “OGNUNO A SUO MODO” DI LUCARINI E BUSET PREMIATI

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È la meridiana “Stella Temporis” con il motto “Ognuno a suo modo”, di Cesare Lucarini e Samuele Buset, ad essersi aggiudicata il primo premio del concorso indetto dal Comune di Aiello, già noto per le sue 150 meridiane collocate in tutto il paese friulano. Il complesso gnomonico costruito su un tavolino girevole ha vinto su “La luce sull’ombra”, motto “Lux umbram vincit”, di Ivan Ceschin; “Corrente gnomonica”, motto “Il tempo è energia”, di Orlando Zorzenon; “Tempo indelebile”, motto “Ven, cjala e sta ben” (Vieni, guarda e stai bene), di Duilio Bignulin.

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Lungo via Petrarca, è sfilato un corteo alla testa del quale c’era il gruppo folkloristico Santa Gorizia con gli organizzatori

della 20^ festa delle meridiane, ovvero il circolo culturale Navarca, la Pro Loco Aiello-Joannis e l’amministrazione comunale.

Con loro anche il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, che affiancando il sindaco, Roberto Festa, ha consegnato una targa agli ideatori delle opere e si è congratulato per l’iniziativa, “perché se una manifestazione compie 20 anni, significa che si è consolidata nell’animo dei cittadini del luogo dove viene svolta. Perciò credo che gli aiellesi vivano questa giornata con orgoglio, perché l’impegno e la passione degli organizzatori della festa hanno permesso di far crescere e conoscere Aiello come il paese delle meridiane, diventando un punto di riferimento non solo per i suoi abitanti e i cittadini del Friuli Venezia Giulia, ma anche di esperti e appassionati di tutta Italia e di oltre confine”.

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“Grazie a un vulcanico presidente dell’associazione Navarca,

Aurelio Pantanali, e la collaborazione dell’amministrazione

comunale – gli ha fatto eco il sindaco Festa – ci auguriamo che

questo appuntamento si realizzi ancora per molti anni, facendo sì

che Aiello, che oltre alle meridiane ha anche un parco dove si

trova il museo etnografico di età imperiale più grande d’Italia

con circa 12mila reperti, possa rientrare pian piano in quel

turismo lento di cui oggi tanto si parla”.

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