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APPROVAZIONE DDL VALDITARA, PRATELLI: “CONSENSO INFORMATO USATO COME UNA CLAVA IDEOLOGICA CONTRO EDUCAZIONE AFFETTIVA”

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Il Governo utilizza il consenso informato come una clava ideologica contro l’educazione affettiva e sessuale e ciò rappresenta un grave errore politico e culturale. Oggi di educazione alle relazioni, al rispetto e all’affettività c’è un bisogno enorme, e a dirlo non sono soltanto le associazioni e il mondo educativo, ma le ragazze e i ragazzi, le scuole e le stesse famiglie.

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Proprio mentre assistiamo a una preoccupante crescita della violenza di genere, del bullismo, dell’omotransfobia e di molte forme di discriminazione che coinvolgono sempre più spesso anche i più giovani, si è scelto di alzare ostacoli anziché rafforzare gli strumenti educativi a disposizione della scuola. 

I dati ci dicono che la violenza di genere continua a colpire fin dall’adolescenza. Tra i più giovani sono diffusi controllo, possessività e gelosia scambiati per amore. Troppe ragazze subiscono molestie e violenze già in età molto precoce. Di fronte a tutto questo, la domanda non dovrebbe essere come escludere ragazze e ragazzi da questi percorsi educativi ma come coinvolgerli. Ed è proprio la scuola lo spazio pubblico a vocazione universale, che deve parlare a tutte e tutti, indipendentemente dall’origine sociale, culturale o familiare, arrivando soprattutto a chi, altrimenti, a questi contenuti non avrebbe accesso.

Per questo è particolarmente preoccupante il messaggio che questa legge trasmette: l’idea che i percorsi di educazione affettiva siano sospetti, divisivi o da sottoporre a una sorta di autorizzazione preventiva. 

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Noi continuiamo a credere esattamente nel contrario: nella fiducia verso la scuola, nella professionalità del personale educativo e nella necessità di investire con coraggio nell’educazione affettiva e alle relazioni perché significa fornire alle nuove generazioni gli strumenti per riconoscere stereotipi, prevenire la violenza, costruire relazioni sane e rispettose. Significa fare della scuola il luogo dove l’uguaglianza è pratica quotidiana.

A Roma Capitale abbiamo scelto di farlo, finanziando percorsi che hanno coinvolto migliaia di studenti e studentesse, centinaia di docenti e famiglie. Continueremo su questa strada, perché educare al rispetto, alla libertà e all’uguaglianza non è un’opzione ideologica: è una responsabilità pubblica e democratica .”

A dichiararlo in una nota è Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione, Lavoro di Roma Capitale.

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