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Bellagio: 30 aprile Concerto per Teresio Olivelli

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La Bellagio Festival Orchestra per Teresio Olivelli

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SABATO 30 APRILE, ore 21
BELLAGIO, BASILICA DI SAN GIACOMO

Patrizia Zanardi (soprano), Ilaria Molinari (mezzosoprano), Mario Marzi (sassofono)
BELLAGIO FESTIVAL ORCHESTRA – Alessandro Calcagnile (direttore)
Musiche di Bach/Gounod, Donizetti, Mascagni, Piazzolla, Spinosa, Schubert, Verdi

INGRESSO LIBERO

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Un appuntamento speciale in Anteprima della partenza del Festival di Bellagio e del Lago di Como il prossimo 30
aprile alle ore 21, presso la splendida Basilica di San Giacomo nel borgo bellagino.
La figura di Teresio Olivelli vedrà uno speciale omaggio, con una due giorni di eventi dedicati al Partigiano della
Carità, nato proprio a Bellagio il 7 gennaio 2016 e deceduto ad Hersbruck il 17 gennaio del 1945.

La Bellagio Festival Orchestra gli rende uno speciale omaggio, con un intero programma di concerto dedicato alle Ave
Maria del grande repertorio lirico, affidato alle voci di Patrizia Zanardi (soprano) e Ilaria Molinari (mezzosoprano). Il
concerto sarà, altresì, impreziosito dalla presenza del grande sassofonista Mario Marzi, docente al Conservatorio di
Milano e sassofonista dell’Orchestra del Teatro alla Scala. Al Maestro Marzi sarà affidato il ruolo solistico in due lavori
per sassofono e orchestra d’archi, ovvero “AVE” in prima esecuzione assoluta, appositamente composto per lui dalla
compositrice Rossella Spinosa e dedicato alla figura di Teresio Olivelli e nell’Ave Maria di Astor Piazzolla. L’Orchestra
sarà diretta dal direttore musicale stabile della compagine, il M° Alessandro Calcagnile, bacchetta esperta sia del
repertorio lirico che del repertorio contemporaneo.

Teresio Olivelli, un personaggio sicuramente particolare: partigiano e beato italiano, insignito della Medaglia d’oro al
valore militare della memoria. Arrestato a Milano nel 1944, dal carcere di San Vittore fu successivamente trasferito nei
campi di concentramento di Fossoli, Bolzano e Flossenbuerg, per essere poi destinato ai lager di Hersbruck, dove
subì continui attacchi da parte delle SS, in particolare per i suoi gesti di carità cristiana nei confronti degli altri
prigionieri.

Il 31 dicembre del 1944 provò a difendere uno dei prigionieri dall’attacco di uno dei kapò del campo, facendogli scudo
col proprio corpo e ricevendone però un calcio allo stomaco, da cui non riuscì più a riprendersi. Resto’ in vita per sole
due settimane in un’agonia continua.

La Medaglia d’oro al valore militare riportava la seguente dicitura: “Ufficiale di complemento già distintosi al fronte
russo, evadeva arditamente da un campo di concentramento dove i tedeschi lo avevano ristretto dopo l’armistizio,
perché mantenutosi fedele. Nell’organizzazione partigiana lombarda si faceva vivamente apprezzare per illimitata
dedizione e indomito coraggio dimostrati nelle più difficili e pericolose circostanze. Tratto in arresto a Milano e
barbaramente interrogato dai tedeschi, manteneva fra le torture esemplare contegno nulla rivelando. Internato a
Fossoli tentava la fuga. Veniva trasferito prima a Dachau e poi a Hersbruck. Dopo mesi di inaudite sofferenze trovava
ancora, nella sua generosità, la forza di slanciarsi in difesa di un compagno di prigionia bestialmente percosso da un
aguzzino. Gli faceva scudo del proprio corpo e moriva sotto i colpi. Nobile esempio di fedeltà, di umanità, di dedizione
alla Patria”.

Il 3 febbraio 2018 è stato poi proclamato Beato a Vigevano (PV), dopo il riconoscimento del suo martirio già il 17
giugno 2017.

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