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Bellano: Un Borgo Ricco di Storia sul Lago di Como

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Bellano è un affascinante borgo situato sulla sponda orientale del Lago di Como, con una storia che affonda le radici in epoca romana. La sua posizione strategica, dominando il punto in cui il lago raggiunge la sua massima larghezza e le sue tre ramificazioni si uniscono, ha fortemente influenzato il suo sviluppo nel corso dei secoli.

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Si pensa che il territorio fosse già abitato in epoca romana, come testimoniano frequenti ritrovamenti di sepolture. Nel XV secolo, Bellano conobbe un periodo di grande fioritura, in particolare sotto il controllo delle famiglie Sforza e Sfondrati, che favorirono lo sviluppo artistico e architettonico, ben visibile nella Parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso.

Tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Bellano si distinse anche come un fiorente centro industriale, guadagnandosi il soprannome di “piccola Manchester del Lario” grazie alla presenza di numerosi opifici, tra cui spicca il Cotonificio Cantoni.

Oltre alla sua ricca storia, Bellano è stata culla di artisti e fonte di ispirazione per scrittori, come il seicentesco Sigismondo Boldoni e, in tempi più recenti, lo scrittore Andrea Vitali, che ambienta molti dei suoi romanzi proprio in questo borgo. Nel 2020, Bellano ha incorporato il territorio del comune di Vendrogno e nel novembre 2021 è entrato a far parte del circuito de “I borghi più belli d’Italia”.

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L’Orrido di Bellano: La Forza della Natura e la Leggenda

La principale attrazione naturalistica di Bellano è senza dubbio l’Orrido di Bellano, una spettacolare gola naturale che testimonia milioni di anni di storia geologica. Questo canyon è stato scavato e modellato dalla forza incessante del torrente Pioverna e, in tempi più remoti, dal Ghiacciaio dell’Adda, creando un paesaggio suggestivo fatto di gigantesche marmitte, anfratti tetri e spelonche affascinanti.

La sua formazione risale a circa 15 milioni di anni fa, quando il torrente Pioverna iniziò a erodere la roccia, disegnando le sinuose linee che oggi ammiriamo. Il nome “Orrido” fu coniato dal poeta bellanese Sigismondo Boldoni, affascinato da questo “Orrore di un’orrenda orrendezza”, un termine che all’epoca indicava luoghi selvaggi e incolti che ispiravano timore e ammirazione.

Nel corso dei secoli, le acque del Pioverna sono state sfruttate per diverse attività economiche: già nei secoli XVI e XVII alimentavano le ferriere che lavoravano il ferro estratto dalle miniere della Valsassina, e successivamente, nel 1870, furono fondamentali per il Cotonificio Cantoni, sorto proprio nei pressi dell’Orrido. Le tracce di questa storia industriale sono ancora visibili.

Oggi, l’Orrido è accessibile grazie a un sistema di passerelle saldamente ancorate alle alte pareti a strapiombo sull’acqua, che permettono ai visitatori di esplorare la gola e ammirare la potenza della natura.

All’ingresso dell’Orrido si trova la Ca’ del Diavol, una torretta a pianta pentagonale che si erge a picco sul torrente. Il suo nome deriva dagli affreschi presenti nella parte più alta, raffiguranti figure mitologiche tra cui il diavolo, e dalle leggende popolari che la indicavano come luogo di riti satanici e festini. Recentemente restaurata, la Ca’ del Diavol ospita oggi un percorso museale multimediale che guida i visitatori attraverso la storia geologica dell’Orrido, lo sfruttamento delle sue acque e le affascinanti leggende locali, come quella della “Pesa Vegia”.

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