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BOLOGNA: “IUS SANGUINIUS” INCOSTITUZIONALE PER IL GIUDICE MARCO GATTUSO

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A Bologna un Giudice ha messo in discussione la legge “Ius sanguinius” che consente a cittadini brasiliani con discendenza italiana di entrare in Italia, prendere la cittadinanza e poi “svanire” nel nulla.
Il Black Friday colpisce anche le agenzia specializzate nel percorso di avvicinanza all’Italia, sconti fino al 50% per le spese di organzizazione del proprio viaggio. Le agenzia più conosciute sono “VICENZA CIDADANIA” “TERRA NOSTRA CIDADANIA ITALIANA” che appunto danno possibilità ai brasiliani di venire nel nostro paese.

Tra i vantaggio della cittadinanza italiana, gli annunci spiegano “aCCESSO AGLI sTATI uNITI” senza colloquio consolare, accesso gratuito a 27 paesei dell’UE, accesso al sistema sanitario del primo mondo (Italia), sfuggire quaindi alla coda per l’immigrazione. Il numero potenziale di clienti si aggira almeno a 60 milioni di persone, pari a quelle che di origine italiana vivono in Brasile. Dati alla mano l’Italia ha 56,9 milioni di abitanti.
In base a questa legge, che risale al codice civile del 1865 e non è stata cambiata dalla riforma del 1992, una persona che ha un solo antenato italiano all’ottava generazione viene considerata «oriunda» e ha diritto a essere riconosciuta come cittadina italiana, anche se non è mai stata in Italia, non conosce la lingua del nostro Paese, non ha mai avuto nessun tipo di rapporto con la cultura del nostro Paese. La stessa legge fa sì che ragazzi di 17 anni che sono nati in Italia, ci hanno sempre vissuto e studiato non siano cittadini italiani se i loro genitori sono stranieri.

La legge italiana è un’anomalia anche per i Paesi in cui vige lo ius sanguinis: generalmente viene riconosciuta la cittadinanza ai discendenti di un Paese nati e vissuti all’estero solo se anche il genitore l’aveva richiesta e ottenuta.

Il Tribunale di Bologna ha ipotizzato che la legge sia incostituzionale, rinviandola alla Corte Costituzionale. L’Ordinanza è firmata dal giudice Marco Gattuso, riguarda 12 brasiliani che hanno chiesto di diventare italiani perchè discendono da una donna nata a Marzabotto nel 1874

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