BULGARIA, RYAHOVO (REGIONE DI RUSE) – Il corso del Danubio continua a restituire preziosi tesori del passato. Vicino al villaggio di Ryahovo, nella regione di Ruse, è stata avviata un’importante operazione di recupero paleontologico a seguito del ritrovare dei resti fossili di un mammut.
L’operazione è guidata dagli esperti del Museo di Storia Regionale di Ruse, subito intervenuti sul posto per mettere in sicurezza i reperti e avviare la delicata fase di scavo e catalogazione.
La complicità del fiume e le prospettive di nuovi ritrovamenti
Il ritrovamento è strettamente legato alle dinamiche fluviali della zona. Negli ultimi tempi, il progressivo e naturale abbassamento del livello delle acque del fiume Danubio ha portato alla luce le prime ossa fossili, rimaste celate per millenni sotto la sabbia e il fango del letto fluviale.
“Il ritiro delle acque sta creando condizioni uniche per la ricerca” spiegano gli archeologi e i paleontologi coinvolti. “È altamente probabile che, con il costante calare del livello del fiume, emergano dal sedimento ulteriori porzioni dello scheletro dell’animale.”
Il ruolo del Museo di Storia Regionale di Ruse
I resti recuperati verranno trasferiti nei laboratori del Museo di Ruse, dove saranno sottoposti a:
- Interventi di conservazione e restauro: per consolidare le ossa deteriorate dall’acqua e dal tempo.
- Analisi scientifiche e datazione: per identificare con precisione la specie esatta di mammut (es. Mammuthus primigenius o Mammuthus meridionalis) e l’epoca a cui risale l’esemplare.
Una volta concluse le analisi e i trattamenti conservativi, i reperti andranno ad arricchire la collezione naturalistica del museo, offrendo ai visitatori e alla comunità scientifica un nuovo, affascinante tassello della storia preistorica della regione danubiana.
I tecnici e i ricercatori rimarranno sul campo nelle prossime settimane per monitorare costantemente le sponde del fiume alla ricerca di nuovi elementi dell’imponente mammifero.


