A seguito dei diversi articoli pubblicati sulla stampa locale relativi a Cascina Vallo a firma di Amministratori delle passate legislature, l’assessore all’Urbanistica Fabrizia Berneschi ha inteso rispondere per precisare alcuni importanti aspetti del progetto di riqualificazione.
“Le affermazioni lette contengono inesattezze che non possiamo lasciare senza risposta – afferma Fabrizia Berneschi -. Il dibattito pubblico merita informazioni corrette: lo dobbiamo ai cittadini e al patrimonio testimoniale e storico del territorio”.
Chi sostiene che Cascina Vallo era destinata esclusivamente a servizi collettivi, attività sportive o fruizione pubblica commette un errore di fondo: ignora, o dimentica, ciò che il Piano di Governo del Territorio stesso stabilisce. La funzione residenziale non è un’invenzione recente: è parte costitutiva e originaria di questo luogo, riconosciuta e documentata dallo stesso Piano”, precisa l’assessore all’Urbanistica.
Nella scheda del PGT dedicata ai “Nuclei Cascinali e Ville Storiche” viene infatti descritta la storia del complesso: già documentato nel Catasto Teresiano del 1722, Cascina Vallo ospitava storicamente sia abitazioni sia funzioni agricole. Il corpo nord era destinato ad abitazioni, il corpo sud a stalla e fienile. Ad ulteriore conferma le Disposizioni del Piano delle Regole sui Nuclei Cascinali, in cui tra gli obiettivi espliciti dell’intervento si annovera la difesa della destinazione d’uso residenziale prevalente.
“Stupiscono considerazioni e polemiche che provengono proprio da chi avendo governato la città ha preso decisioni con le quali oggi stesso ci ritroviamo ad operare” – ha aggiunto l’assessore -. È dunque il Piano stesso a indicare la residenza come funzione da tutelare e preservare nei nuclei cascinali. Affermare il contrario non è un’interpretazione critica degli strumenti urbanistici vigenti: è una lettura scorretta”.
Il Piano delle regole stabilisce con altrettanta chiarezza che nei Nuclei Cascinali possono essere attivati Piani di Recupero volontari che comportino una documentata migliore modalità di riuso dei fabbricati, in coerenza con gli obiettivi di tutela e con la conservazione dell’impianto insediativo esistente.
“È esattamente questo il percorso seguito per Cascina Vallo: il Piano di Recupero non rappresenta uno strumento eccezionale o anomalo, ma la risposta tecnica e procedurale più appropriata che la stessa norma urbanistica prevede ed incoraggia per situazioni di questo tipo – spiega l’assessore Berneschi -. Esso consente la verifica puntuale delle caratteristiche architettoniche, tipologiche, paesaggistiche e materiche del manufatto, garantendo il massimo livello di approfondimento tecnico e di controllo pubblico disponibile. Chi lo presenta come una procedura opaca o forzata dimostra di non conoscerne, o di non voler riconoscerne, la natura e le finalità”.
Sul piano concreto, l’intervento approvato risponde puntualmente agli obiettivi: persegue il mantenimento dell’immagine unitaria della corte, il recupero degli edifici e degli spazi aperti di pertinenza e la ricostruzione delle porzioni crollate, anche a seguito degli incendi che hanno colpito il nucleo nel corso degli anni. Non vi è nuovo consumo di suolo, non vi sono volumetrie estranee al contesto e non vi è alcuna alterazione dei caratteri identitari del complesso.
A confermare la solidità del percorso seguito anche l’istruttoria che ha visto il coinvolgimento del Parco Locale Grubrìa e successivamente del Parco Nord Milano, divenuto ente competente a seguito dell’inclusione delle aree nel Parco Regionale, entrambi favorevoli.
“Non si tratta di un dettaglio: è la dimostrazione che l’intervento ha superato il vaglio degli enti istituzionalmente preposti alla tutela del territorio”, sottolinea la Berneschi.
Cascina Vallo è un immobile di proprietà privata. Il PGT prevede diverse funzioni ammissibili, ma non impone la realizzazione obbligatoria di attività pubbliche o di interesse generale: le funzioni collettive richiamate nel dibattito pubblico rappresentano un’opzione urbanistica legittima, ma non un vincolo. Il proprietario ha scelto una combinazione di destinazioni pienamente conforme a quanto il Piano consente, e l’Amministrazione comunale ha verificato tale conformità esercitando le proprie competenze nei limiti che la legge le assegna.
“Di fronte a un edificio storico da decenni abbandonato, in stato definito dallo stesso PGT come “scadente”, la domanda è se sia preferibile il recupero conforme agli strumenti urbanistici vigenti, con garanzie architettoniche e paesaggistiche certificate dagli enti competenti, oppure il permanente degrado del complesso in attesa di soluzioni che nessuno ha finora formalmente proposto né finanziato. Cascina Vallo merita di tornare a vivere. Il progetto approvato lo consente, nel pieno rispetto delle regole e della storia del luogo. Questo è il quadro reale: legittimo discuterne, ma a partire dai fatti”, ha chiosato Fabrizia Berneschi.


