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Catania, 9 arresti nell’operazione “9×21”. Stroncato un traffico di armi clandestine

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Operazione dei Carabinieri di Catania “9×21”. Arrestati 9 soggetti.
Stroncato anche un traffico di armi clandestine.

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L’operazione “9 X 21”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia etnea ed eseguita alle
prime luci dell’alba di oggi dai Carabinieri di Catania, ha permesso di assicurare alla giustizia i 9
destinatari della misura cautelare, che oltre a procacciare falsi “green pass” a soggetti “no vax” e
a commettere rapine a mano armata ad esercizi commerciali, avevano avviato un fiorente traffico
di armi clandestine.
Dall’indagine, è infatti emerso come uno degli indagati, un vero e proprio “armaiolo”, modificando
le canne, i caricatori ed i meccanismi di sparo di pistole “scacciacani” cal. 9×21, riuscisse a
realizzare armi perfettamente funzionanti, che venivano poi vendute alla criminalità locale per
1.000 € circa ciascuna.
L’operazione ha quindi stroncato il traffico di armi, risultato tuttora attivo, poiché durante gli arresti, sono
state ritrovate, nelle abitazioni di 3 indagati, 2 pistole già modificate, assolutamente offensive e
letali, 2 armi in fase di lavorazione, 8 canne e 87 proiettili.

Ulteriori 2 pistole clandestine modificate, erano poi già state trovate ad uno degli indagati durante
l’attività investigativa, che in quel caso veniva tratto in arresto in flagranza. Le armi complessivamente
sequestrate dai militari nel corso dell’indagine salgono quindi a 6.

Nella giornata odierna, 10 febbraio 2023, la Procura Distrettuale della Repubblica presso il
Tribunale di Catania ha delegato ai Carabinieri del Comando Provinciale di Catania,
l’esecuzione di nove misure custodiali, di cui cinque in carcere e quattro di arresti
domiciliari , emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale, nei confronti
nei confronti di :

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  1. MIRABELLA Salvatore Natale nato a Catania il 25.12.1990;
  2. ASSENNATO Salvatore nato a Catania il 15.08.1992;
  3. NICOSIA Alessandro nato a Catania il 14.07.1979;
  4. LONGO Alberto nato a Catania il 02.12.1969;
  5. RUSSO Vito nato a Catania il 21.02.1983;
  6. LA ROSA Antonio Carmelo nato a Catania il 16.07.1983;
  7. MURABITO Alfio Vittorio nato a Catania il 23.12.1992;
  8. MURABITO Emilio Rosa nato ad Aci Bonaccorsi il 30.08.1964;
  9. TODARO Davide nato a Catania il 14.02.1995;

in quanto gravemente indiziati a vario titolo, allo stato degli atti e in relazione alla fase
processuale che non consente l’intervento delle difese , dei reati di rapina, porto e
detenzione di armi clandestine e comuni da sparo nonché di armi bianche ed ancora dei
reati di fabbricazione e cessione di armi clandestine, di sequestro di persona e di falso.

Il provvedimento restrittivo del massimo rigore è stato emesso all’esito di indagini
coordinate da questa Procura e svolte dalla Stazione Carabinieri di San Giovanni La
Punta, da gennaio a maggio 2022 , che hanno consentito di evidenziare elementi
indizianti, univoci e convergenti, circa la diretta partecipazione ai fatti delittuosi, di un
gruppo di persone di cui sarebbe a capo MIRABELLA Salvatore Natale.

Nel corso della fase investigativa, si è addivenuti, inoltre, ad acquisire elementi indiziari in
ordine alla sussistenza di un’organizzazione criminale finalizzata al rilascio del c.d. “green pass” in favore di richiedenti “no-vax”, nonché di una fiorente attività di fabbricazione e compravendita di armi clandestine.

L’indagine, sviluppata mediante attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre
che attraverso videoriprese e pedinamenti, ha tratto origine dalla rapina, consumata il 17
gennaio 2022, ai danni del centro scommesse “DOMUS-BET” di San Giovanni La Punta,
dove 3 degli odierni indagati, sotto la minaccia di un’arma bianca, si sarebbero
impossessati della somma di denaro di € 5.000,00 nonché di un numero imprecisato di
“gratta e vinci”. Gli stessi, a fine di portare a termine la rapina, non avrebbero esitato nella
circostanza a minacciare e trascinare all’interno del centro scommesse un passante, per
evitare che questi avvisasse le forze di polizia.

Grazie alla capillare attività di intercettazione ed ai conseguenti riscontri è emerso un
quadro adeguatamente suffragato sotto il profilo indiziario, del MIRABELLA in ordine ad
ulteriori due rapine aggravate, una commessa nel febbraio 2018 all’interno del
supermercato Lidl di San Giovanni La Punta ed una commessa nel gennaio 2011 ai danni
di un tabacchi sempre di San Giovanni La Punta.

Durante l’attività è emerso , inoltre, che il MIRABELLA avrebbe gestito in prima persona
un articolato sistema finalizzato a procacciare dietro compenso validi “green pass” a
favore di soggetti “no-vax” (tutti denunciati a piede libero), che miravano ad acquisire la
suddetta certificazione senza sottoporsi al previsto vaccino anti COVID-19. Per ottenere la
certificazione gli interessati pagavano circa 300,00 euro. Gli indagati, anche attraverso la
falsificazione dei documenti di identità, avrebbero indotto in errore gli operatori sanitari,
che facevano sottoporre al vaccino, in luogo dei reali richiedenti “green pass”, delle
“cavie”, in particolare tossicodipendenti, che si offrivano in cambio di sostanza
stupefacente o pochi euro. I sodali, ognuno con compiti ben delineati, si sarebbero
occupati di reperire sia i clienti che le cavie, mentre il MIRABELLA avrebbe accompagnato
questi ultimi presso i vari hub vaccinali dislocati sul territorio etneo.

Sempre grazie alla puntuale attività d’indagine svolta dall’Arma dei Carabinieri, si è
addivenuti ad un fiorente traffico d’armi giocattolo che sarebbero state modificate da uno
degli odierni arrestati, ed a tutti gli effetti offensive e letali, da qui il nome dell’indagine
9X21. Traffico che ha portato all’arresto in flagranza di reato del Mirabella ad opera dei
militari di San Giovanni La Punta, il 17 aprile 2022 perché trovato in possesso di due
pistole clandestine.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia in carcere per cinque indagati
e gli arresti domiciliari per altri quattro; nel medesimo contesto sono stati deferite in stato
di libertà ulteriori otto persone.
Espletate le formalità di rito, i destinatari di ordinanza custodiale in carcere sono stati
tradotti presso il carcere di Piazza Lanza a disposizione dell’A.G. procedente.

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