E’ un guazzabuglio l’intervista di Rapinese ad Espazione Tv, che scatena il dibattito e l’ira dei rappresentanti locali a Como. Molinari e Nardone rispondono a Rapinese che definisce “Prostituzione istituzionale” la minoranza e in questo caso i più colpiti da tali affermazione proprio FDL. Ecco le dichiarazioni di Molinari e Nardone “Il sindaco Rapinese risponde in diretta a Espansione TV alle nostre osservazioni con insulti e offese personali, segno evidente di un nervosismo ormai incontrollabile e di una totale mancanza di argomenti.
Definire “prostituzione intellettuale” la posizione di chi difende i commercianti comaschi è un linguaggio indegno di un rappresentante delle istituzioni.
Ma ormai simili comportamenti non ci sorprendono più.
Del resto, è lo stesso stile adottato contro genitori, insegnanti, opposizioni, associazioni e persino semplici cittadini che osano manifestare posizioni diverse da quelle del sindaco Rapinese.
Ancora una volta ignoriamo simili comportamenti – che connotano chi li adotta – per entrare, con la serietà che ci contraddistingue, nel merito della questione.
Il punto non è la legalità dei dehors – che nessuno pone in discussione – bensì le modalità con le quali il sindaco applica la normativa che li riguarda.
L’azione di un sindaco non dovrebbe essere quella di applicare la legge con modalità punitive ma, al contrario, con buon senso e raziocinio, al fine di condurre gli operatori economici della propria città al rispetto delle regole.
Ma è evidente che se il sindaco di Como adottasse l’atteggiamento che auspichiamo non farebbe notizia, come invece tanto piace a Rapinese, pur a discapito di chi si trova a subirne le conseguenze.
Altrettanto grave è che il sindaco, nell’enfasi che lo contraddistingue, faccia affermazioni pubbliche che non corrispondono a verità.
Non esiste infatti alcuna legge nazionale o regionale che imponga lo smontaggio dei dehors entro sei mesi, né tantomeno che preveda il “penale diretto” (curiosa definizione coniata dalla fantasia del sindaco) in caso di violazione di questo termine.
La Legge Regionale 6/2010 demanda ai Comuni la disciplina di dettaglio, mentre la Legge Concorrenza 2024 ha prorogato fino al 31 dicembre 2025 le concessioni di suolo pubblico.
Inoltre, lo stesso Regolamento comunale di Como (Delibera di Consiglio Comunale n. 37/2022) consentiva l’installazione di strutture amovibili anche per tutto l’anno, prevedendo sanzioni solo amministrative, mai penali, in caso di irregolarità.
Molti dehors “strutturati” sono presenti da anni perché autorizzati e rinnovati dal Comune stesso: non sono certo abusivi.
Dunque la verità è che quella del sindaco e della sua amministrazione è una scelta politica, non frutto della necessità di assolvere un obbligo di legge.
Ed è altrettanto evidente che si tratta di un atto punitivo verso i commercianti, travestito da crociata moralizzatrice.
Anche in questa occasione Rapinese ha trovato il modo di dipingere Como come una “Gotham City” piena di illegalità e di biechi personaggi. È la versione della realtà che gli serve per la sua narrazione, a cui i fatti hanno tolto ogni briciolo di credibilità. Il suo problema è che non ne ha un’altra, per questo è così nervoso.
La nostra città non ha bisogno di un aspirante “Batman” che si atteggia da giustiziere, ma di un sindaco capace di ascoltare e valorizzare chi ogni giorno lavora e crea occupazione.
Trattare i commercianti come fuorilegge, gli insegnanti come “piagnoni” e gli anziani come “peso” è il marchio di fabbrica di un sindaco che non governa per i comaschi, ma contro di loro.
Quanto alla sua battuta su “quelli di Fratelli d’Italia che ambiscono a governare”, lo confermiamo: sì, ambiamo a governare, ma con modalità ben diverse da quelle adottate da lui: con correttezza, educazione, visione e rispetto per i comaschi. Tutti, nessuno escluso.
Con la competenza che serve per costruire, non per distruggere.
Con il coraggio di dire la verità, ma senza insultare nessuno.
Con la determinazione di rimettere Como al centro, restituendo dignità e voce ai cittadini che oggi si sentono intimoriti e umiliati da un’amministrazione autoritaria e autoreferenziale.
Perché mentre Rapinese parla dal suo scranno con una smorfia di disprezzo di “sgabbiozzi”, noi, guardandoli negli occhi, parliamo alle persone, alle famiglie e alle imprese che stanno dietro quelle strutture.
Noi stiamo con loro, non con lui.”
Stefano Molinari – Presidente provinciale Fratelli d’Italia
Alessandro Nardone – Coordinatore cittadino Fratelli d’Italia




Sono un residente di via Torno e a mio avviso succederà che in estate non avremo più posti per parcheggiare già dal tardo pomeriggio quando affluiranno clienti di bar e ristoranti a partire dall’ora degli aperitivi
In questi anni con le strisce gialle spesso abbiamo avuto discussioni con chi parcheggiava abusivamente.
La soluzione potrebbe essere che dalle 17.00 I parcheggi ritornino a uso esclusivo dei residenti con rimozione forzata delle eventuali auto lasciate in sosta oltre orario.
Le multe previste a mio avviso sono un palliativo perché chi possiede auto da 100k /150k euro se ne beffa di una eventuale multa da 150 euro o di una tariffa di 3€ all’ora e noterete che auto di questo valore ne è piena Como
La rimozione forzata può essere la soluzione migliore visto che in alcuni parcheggi è già prevista (vedi attorno alla Casa del Fascio)
Credo che un sindaco debba agevolare la vita dei suoi concittadini e non ostacolarla, difronte al fatto che la città si sta svuotando di residenti a beneficio di un turismo prossimale del quale siamo inpreparati a ricevere a livello di parcheggi.
Grazie mille Lorenzo Tradigo