VERSO LE OLIMPIADI DI MILANO CORTINA 2026: ENOGASTRONOMIA E SOSTENIBILITÀ
PER ATTRARRE I TURISTI
Esperti e operatori a confronto: per mantenere l’autenticità bisogna innovare rispettando la
tradizione
La vista è sulle Olimpiadi di Milano Cortina del 2026 ma i progetti guardano
oltre e avranno quali elementi centrali anche l’enogastronomia e la sostenibilità, insieme allo sport, agli
eventi e alla cultura. La road map tracciata da Giorgio Bianchi per conto dell’Amministrazione comunale,
che lo ha incaricato di definire un piano strategico per il turismo, ha previsto diverse tappe, ciascuna
incentrata su un tema specifico, tutte caratterizzate da un confronto allargato a rappresentanti istituzionali,
tecnici e operatori dal quale apprendere esperienze, idee e azioni. La terza tappa, di cui è disponibile la
registrazione sul canale YouTube del Comune di Sondrio, si è svolta ieri mattina nella Sala consiglio: ospiti in
presenza e in collegamento hanno sviscerato il tema, partendo da un approccio realistico e da uno sguardo
oggettivo sul contesto locale per arrivare a una disamina delle potenzialità e delle necessità, perché le
Olimpiadi, in fondo, sono già iniziate e la prossima estate vedrà l’arrivo di un gran numero di turisti.
Aperto dal sindaco Marco Scaramellini, che ha evidenziato come le politiche di sviluppo per i prossimi anni,
per Sondrio e il resto della provincia, si fonderanno proprio su enogastronomia e sostenibilità, il workshop
ha visto subito dopo l’intervento dell’assessore regionale alla Montagna, agli Enti locali e ai Piccoli comuni
Massimo Sertori, che ha parlato della grande opportunità rappresentata dalle Olimpiadi, che richiedono
però responsabilità nella marcia di avvicinamento. C’è la necessità di operare le giuste scelte per sfruttare
appieno l’evento e costruire il futuro dei nostri figli. Per l’assessore al Turismo Michele Diasio la nostra
responsabilità è quella di farci trovare pronti, perché le Olimpiadi porteranno benefici enormi a tutta la
provincia. L’amministratore delegato di Enit Roberta Garibaldi, dati alla mano, si è soffermata sulla crescita
dell’enogastronomia: il turista cerca novità e autenticità, dunque la sfida è di innovare rimanendo autentici. Il
tema centrale è comunicare la sostenibilità, di più e meglio, al turista. Nel piano strategico che sta
delineando per Sondrio, Giorgio Bianchi, Pkf Hospitality, ha afidato all’enogastronomia un ruolo centrale per
un territorio che come nessun altro in Lombardia può contare su un numero così alto di prodotti a marchio
europeo. La Valtellina terra di sapori dovrebbe guardare alle Langhe e alle iniziative che ha lanciato nel corso
degli anni, soltanto in parte replicate anche da noi: le visite alle cantine, adotta un meleto o un vigneto, la
creazione di un distretto enoturistico. In tema di sostenibilità Sondrio è la 18esima città più virtuosa in Italia
con tanti progetti già avviati per la trasformazione in smart city. Gloria Zavatta, direttore Sustainability and
Legacy della Fondazione Milano Cortina, dopo aver ricordato come l’impegno per un’organizzazione
sostenibile, inserito nel dossier per la candidatura, sia risultato fondamentale ai fini dell’assegnazione, ha
evidenziato come gli obiettivi in questo ambito siano particolarmente sfidanti e riguardino vari aspetti. Ciò
che oggi serve è un sistema semplificato per ottenere le autocertificazioni. Per il gruppo Acsm-Agam la
sostenibilità non è uno slogan, come ha precisato il presidente Marco Canzi, e l’imperativo è aiutare i
territori a trattenere i servizi che verranno introdotti per le Olimpiadi. A Sondrio l’impegno è sulla mobilità
elettrica e sull’illuminazione pubblica, ha spiegato Giovanni Chighine del settore Energia e tecnologie
smart. Antonio Montanari, docente all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, ha parlato delle
ricadute sugli operatori, che spesso non hanno gli strumenti per orientare questi nuovi orizzonti di
sostenibilità. I messaggi sono numerosi, discordanti, a volte dificili da interpretare, e soprattutto da
realizzare, e allora è necessario sviluppare il concetto dell’economia circolare specifica per una struttura e in
maniera realistica. Per Martino De Rosa di at Carmen, ideatore di format ristorativi di successo, esistono
delle criticità nel passaggio alla sostenibilità, ma il processo è avviato e quindi bisogna svilupparlo. I suoi
casi di successo sono frutto della strategia? Non solo, entra in gioco la casualità e serve un po’ di follia.
Alessia Galli, responsabile marketing di Mottolino, ha portato l’esperienza di Kosmo, il ristorante nato dal
concept di Norbert Niederkofler con un menù di cucina etica che mira a contribuire alla crescita sostenibile
del pianeta. Ribaltando lo schema canonico, lo chef è al servizio del produttore e i piatti vengono adattati
sulla base della disponibilità del prodotto. Per il presidente del Consorzio tutela vini di Valtellina Danilo
Drocco bisogna essere sicuri che chi verrà per le Olimpiadi sia ben accolto: l’imperativo è crescere
velocemente perché il turista sarà molto preparato e avrà aspettative. Le opportunità non mancano ma
bisogna darsi una mossa: nel raccontare i prodotti, nel trovare un posto per ospitare le produzioni tipiche, le
degustazioni e l’alta cucina. In questo contesto, ha osservato in conclusione Giacomo Mojoli, consulente
del Consorzio, la sostenibilità va vista come un pre requisito, non come un’opportunità, va resa più
comprensibile. La parola chiave è autenticità, ma per raccontare qualcosa servono competenza e passione.
È toccato all’assessore Diasio chiudere il workshop constatando come le riflessioni che lo hanno
caratterizzato siano molto centrate sulla realtà di Sondrio, da estendere a tutta la Media Valtellina: il nostro
territorio forse sconta arretratezza in alcuni ambiti ma ha grandi potenzialità. Su quelle è necessario
concentrarsi, su quelle serve investire.

