Consiglio comunale: la solidarietà a Lepore e le sue parole dopo la morte di Fakir. “Bologna cerca sempre verità e giustizia”
In apertura della seduta odierna del Consiglio comunale di Bologna, la presidente Maria Caterina Manca ha espresso la propria solidarietà e vicinanza al sindaco Matteo Lepore per le minacce ricevute nei giorni scorsi.
Successivamente, il primo cittadino è intervenuto in Aula per affrontare i recenti fatti di cronaca che hanno colpito la città, a partire dalla vicenda della morte di Abderrahim Fakir, ampliando la riflessione al ruolo delle istituzioni, alla partecipazione democratica e al rifiuto di ogni forma di violenza e strumentalizzazione politica.
La condanna della violenza e il ringraziamento per i sostegni ricevuti
Aprendo il suo discorso, il sindaco Lepore ha ringraziato la presidente Manca, i consiglieri e i colleghi sindaci del territorio che gli hanno espresso vicinanza. Ha poi rivolto un pensiero internazionale di condanna verso l’attentato subito dalla comunità LGBTQIA+ a Berlino, definendolo un atto vile contro una realtà da sempre punto di riferimento.
Ampio spazio è stato dedicato anche al rispetto delle Forze dell’Ordine: Lepore si è associato alle parole del Presidente della Repubblica per esprimere solidarietà agli agenti feriti in Val di Susa durante gli scontri di Chiomonte, respingendo categoricamente le accuse di connivenza mosse nei confronti del centrosinistra.
Il “metodo Bologna”: partecipazione, verità e giustizia
Il cuore dell’intervento si è focalizzato sulla memoria storica e sull’identità della città. A pochi giorni dalle commemorazioni per la strage del 2 Agosto, Lepore ha richiamato l’insegnamento dei familiari delle vittime delle stragi della strategia della tensione e di Ustica: cercare la verità nelle aule di tribunale e mobilitarsi in modo pacifico e democratico nelle piazze, nelle scuole e nelle associazioni.
Un metodo che la città ha applicato di fronte a tutte le sue ferite recenti:
- Il femminicidio di Alessandra Matteuzzi, ricordato con un corteo da Piazza dell’Unità.
- L’omicidio del giovane Fallou, accoltellato da un coetaneo.
- La tragica scomparsa di Alessandro Ambrosio, ricordata insieme ai suoi colleghi di lavoro e ai sindacati.
- La morte di Abderrahim Fakir, per la quale l’Amministrazione ha scelto di promuovere un presidio pacifico dando voce alla famiglia.
L’appello a superare le contrapposizioni e ad abbassare i toni
Rispondendo alle critiche sollevate attorno alla partecipazione dell’Amministrazione al presidio per Fakir, Lepore ha ribadito che l’impegno della città nel chiedere verità non è una presa di posizione contro la Polizia di Stato, aggiungendo che accertare i fatti al Pilastro è primario interesse di tutte le istituzioni, comprese quelle sanitarie e di pubblica sicurezza.
In conclusione, il sindaco ha auspicato che le tensioni possano abbassarsi e ha invitato le forze politiche a superare la logica della “campagna elettorale permanente”, rimettendo al centro le reali vittime e lavorando uniti per il bene della comunità, in coerenza con la storia e la tradizione democratica della città di Bologna.

