Al momento stai visualizzando CRISI BEKO CASSINETTA: SINDACATI E ISTITUZIONI UNITI PER CHIEDERE CHIAREZZA E SOLUZIONI

CRISI BEKO CASSINETTA: SINDACATI E ISTITUZIONI UNITI PER CHIEDERE CHIAREZZA E SOLUZIONI

Pubblicità

Si è svolto oggi in Provincia il tavolo urgente convocato per affrontare
la situazione dello stabilimento Beko Europe di Cassinetta, a seguito delle criticità emerse nel
corso dell’anno e confermate al recente incontro ministeriale del 17 novembre.

Pubblicità

 


Al tavolo – richiesto unitariamente da FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL Varese – hanno partecipato
il Prefetto di Varese, il Presidente della Provincia Marco Magrini, i Parlamentari del territorio, i
Consiglieri regionali, i Consiglieri provinciali, i rappresentanti istituzionali di Regione Lombardia, i
rappresentanti del Comune di Varese, i Sindaci dei Comuni dei territori interessati dalla crisi Beko
e i rappresentanti delle RSU Beko e delle organizzazioni sindacali, oltre ad un rappresentante della
Direzione della Beko Italy.

L’obiettivo è stato quello di verificare lo stato di attuazione dell’Accordo firmato al MIMIT
(Ministero delle Imprese e del Made in Italy) il 14 aprile 2025, e fare il punto su occupazione,
investimenti e prospettive industriali del sito. Nel piano industriale presentato, il sito di Cassinetta
è stato definito come polo strategico per la produzione di forni ed elettrodomestici da incasso, con
una missione produttiva confermata e rafforzata a livello europeo.
L’azienda ha inoltre dichiarato che lo stabilimento diventerà un hub di design e ricerca e sviluppo,
con un ruolo chiave nell’innovazione di prodotto.


A supporto di questa centralità, sono stati annunciati investimenti per circa 130 milioni di euro, di
cui oltre 75 milioni destinati all’area forni. Il Ministero ha contribuito in modo rilevante alla
sottoscrizione dell’intesa, attivando strumenti di sostegno al reddito (come la CIGS) e
accompagnando le parti nel percorso negoziale che ha portato all’accordo.

Pubblicità

Ma restano nodi aperti su cui serve chiarezza:

  • un calo del 30% nei volumi di produzione dei forni rispetto al 2024, proprio in quello che
    l’azienda ha indicato come core business e futura missione internazionale dello stabilimento di
    Cassinetta;
  • un ricorso massiccio e prolungato alla cassa integrazione, già programmato anche per i prossimi
    mesi;
  • una mancata corrispondenza tra gli investimenti annunciati e l’avvio concreto dei progetti sul
    sito;
  • il rischio di un impoverimento delle competenze e di una progressiva perdita del patrimonio
    industriale consolidato.

Tutti i soggetti presenti hanno condiviso la necessità di ottenere risposte puntuali e verificabili da
parte dell’azienda, soprattutto rispetto alle strategie commerciali e produttive nel settore forni. A
cominciare dal prossimo incontro ministeriale previsto entro fine gennaio.


L’impegno delle istituzioni – Prefettura, Provincia, Regione, Parlamentari – sarà orientato a
garantire un monitoraggio costante, trasparenza nelle informazioni e continuità del confronto,
anche in vista del prossimo tavolo ministeriale previsto come detto per gennaio 2026.


Lo stabilimento di Cassinetta rappresenta un presidio industriale strategico per il territorio, per
l’occupazione diretta, per l’indotto e per le competenze professionali sviluppate nel tempo.


Sindacati e istituzioni locali ribadiscono la volontà di lavorare insieme, affinché gli impegni assunti
non restino sulla carta, ma si traducano in fatti concreti, in termini di produzione, investimenti e
stabilità occupazionale.

Lascia un commento