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Farain Sabahi. Un viaggio, un ‘safar’, in un mondo che (forse) non c’è più

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In persiano e in arabo, safar vuole dire viaggio. Una parola che racconta le terre e le persone ritratte e al contempo esorta a compiere un viaggio, geografico ed emotivo.

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E’ quello a cui ci invita e ci guida Farain Sabahi. L’appuntamento è per il 27 agosto, alle ore 21, alla Fiera del Libro di Como. L’iranista e islamologa, esperta di regioni e zone come il Vicino Oriente, la Penisola arabica, l’Iran e tutta l’Asia Centrale, con le parole e le immagini – una sessantina di fotografie – ci restituirà un mondo immortalato poco prima e immediatamente dopo che iniziassero terribili conflitti, stravolto anche dove la guerra non si è combattuta, dove permangono le cicatrici dei vecchi conflitti o dove il progresso si contrappone forte e arrogante agli aspetti più tradizionali del vivere quotidiano.

Asso Web TV l’ha incontrata, in una pausa del suo personale ‘safar’ in Uzbekistan e Tagikistan, per un’anteprima dell’appuntamento con la Fiera del Libro. In questa intervista, ci racconta cos’è questo mondo, così vicino e così lontano, un mondo “dove si capisce che l’Europa non è la sola cosa al mondo” e la presenza italiana è, a dir poco, minima, se non nulla. Eppure, sono terre, popoli, culture che da sempre, dai tempi di Alessandro il Grande, sono presenti nel nostro immaginario collettivo.

www.fariansabahi.com

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