Il commissario provinciale UDC di Genova Paolo Carini, sottolinea come sia importante non impoverire ulteriormente la classe media italiana:
“Riteniamo il salario minimo un traguardo da raggiungere in tempi brevi nell’ottica di una politica di welfare sociale che si è attivata con successo soprattutto nel periodo post covid. Pensiamo alle innumerevoli famiglie in difficoltà che hanno percepito aiuti economici per pagare affitti e bollette. Ci preoccupa però l’impoverimento della classe media. Quella che in effetti muove l’economia del nostro Paese. La tassazione, a nostro avviso troppo alta rischia di impoverire oltremodo chi guadagna oltre i 15.000 euro e arriva a 50.000 euro lordi annui. Si rischia una contrazione economica che porterà all’impossibilità da parte della classe media per esempio di pagare il salario minimo tanto agognato ad una colf o ad una badante. Gli impiegati, gli operai e gli altri componenti della classe media non hanno stipendi commisurati alla media europea e stiamo assistendo a rinunce di spesa extra tipiche di questa fetta di popolazione. I cittadini in difficoltà sono stati oggetto di aiuti ma sono serviti alla mera sopravvivenza senza produrre ricadute economiche positive e nel frattempo se la classe media dovesse essere costretta a rinunciare alle vacanze, al ristorante o al cinema o ancor peggio alle cure sanitarie ci troveremmo in una situazione di impoverimento generale. Da una parte i super ricchi e dall’altra solo gradazioni di povertà. Per questo motivo l’UDC richiedera’, nelle sedi competenti, una revisione delle politiche fiscali nei confronti di chi fino ad ora ha trainato l’economia italiana.”
