1.022 SGANCI D’ACQUA E OLTRE UN MILIONE DI LITRI D’ACQUA
UTILIZZATI PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA

Si è conclusa la fase emergenziale legata all’incendio boschivo che ha interessato il
Monte Goj. La Provincia di Como, attraverso il proprio Servizio di Protezione Civile-
Antincendio Boschivo (AIB), insieme al Comando di Como dei Vigili del Fuoco, ha
tracciato oggi un bilancio delle attività svolte, che hanno visto impegnato un
articolato sistema di uomini e mezzi, in stretto coordinamento con Regione
Lombardia, Areu, Prefettura, Comune di Como, Polizia di Stato, Polizia Locale,
Croce Rossa, Croce Azzurra, Guardia di Finanza e Carabinieri.
In Lombardia, in attuazione della normativa nazionale, le attività di spegnimento
degli incendi boschivi sono delegate a Province, Parchi e Comunità Montane. La
Provincia di Como si è quindi attivata attraverso il proprio Servizio di Protezione
Civile-Antincendio Boschivo, mobilitando gli operatori AIB volontari, suddivisi tra
Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS), capisquadra e operatori,
adeguatamente formati e dotati delle attrezzature necessarie per intervenire
direttamente sul fronte di fiamma.
Nell’immediatezza dell’incendio, sviluppatosi nel pomeriggio di giovedì 13 agosto, il
sistema di coordinamento della Provincia di Como ha messo in campo il responsabile
AIB dell’Ente, 2 DOS, 6 squadre AIB e 2 autobotti, oltre a 3 elicotteri del sistema
regionale AIB, coadiuvati da 1 elicottero dei Vigili del Fuoco. Sono state inoltre
impiegate 4 vasche AIB da 6.500 litri per garantire il rifornimento dei mezzi aerei.
La gestione dell’incendio è stata organizzata attraverso la collaborazione di più DOS,
con un DOS incaricato del coordinamento complessivo delle operazioni e altri DOS
impegnati nel seguire le attività dei mezzi aerei e nel coordinare specifici settori a
terra caratterizzati da particolari criticità.
Particolare attenzione è stata dedicata alle aree dell’incendio in prossimità delle
abitazioni, interessate da quello che viene definito incendio boschivo di interfaccia,
dove la competenza operativa è dei Vigili del Fuoco. In questi settori è stata svolta
una significativa attività di intervento e messa in sicurezza da parte dei Vigili del
Fuoco, in stretto coordinamento con il DOS.
Fondamentale è stata anche la collaborazione del volontariato proveniente da tutto il
territorio provinciale. Le squadre sono state mobilitate anche grazie al contributo
delle Comunità Montane Valli del Lario e del Ceresio, Lario Intelvese e Triangolo
Lariano, con il supporto anche di squadre provenienti da fuori provincia, in
particolare dalla Provincia di Varese e dal Parco delle Groane.
Il primo bilancio delle attività svolte restituisce la dimensione delle forze messe in
campo:
- 261 giornate/uomo di volontari di Antincendio Boschivo della
Protezione Civile della Provincia di Como impiegati dall’inizio
dell’evento; - 180 Vigili del fuoco impegnati contemporaneamente nel picco
massimo, con 388 unità di personale (tra permanenti e volontari) che si
sono avvicendate durante gli interventi provenienti anche da altre
province lombarde oltre che da Liguria, Emilia e Veneto; - 20 Comandi dei Vigili del fuoco coinvolti;
- 86 mezzi di terra dei Vigili del fuoco impiegati in totale;
- 50 persone evacuate (tutte già rientrate nelle proprie abitazioni);
- 1.022 sganci d’acqua effettuati dai mezzi aerei, tra elicotteri del sistema
regionale AIB, dei Vigili del Fuoco e Canadair; - 1.083.000 litri d’acqua sganciati complessivamente;
- di questi, 561.000 litri sono stati prelevati dalla rete dell’acquedotto,
secondo una stima per difetto, al netto delle perdite e delle altre variabili
connesse alle operazioni di rifornimento.
«L’incendio del Monte Goj ha richiesto uno sforzo importante e una risposta
coordinata da parte di tutto il sistema di emergenza – sottolinea il Presidente della
Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca – I numeri restituiscono solo in parte la
complessità dell’intervento: vigili del fuoco e volontari della Protezione civile che
hanno lavorato per ore in condizioni difficili, coordinando le operazioni a terra e
supportando le attività di spegnimento aereo. Un ringraziamento va a tutti gli
operatori AIB, alle Comunità Montane, ai Vigili del Fuoco, a Regione Lombardia e a
tutte le squadre che sono intervenute, anche da fuori provincia».
L’intervento ha confermato l’importanza di un sistema integrato di prevenzione e gestione degli incendi boschivi, nel quale il coordinamento tra istituzioni, Vigili del Fuoco e volontariato specializzato consente di concentrare rapidamente uomini, mezzi e risorse sulle aree maggiormente esposte, tutelando il territorio e, soprattutto, la sicurezza delle persone e delle abitazioni.

