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INFERIATE POSSONO RIENTRARE NEL BONUS CASA QUANDO POSSONO DIVENTARE DEDUCIBILI

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Le inferriate, se installate o sostituite come misura contro intrusioni e furti, possono rientrare tra gli interventi agevolabili con il Bonus Casa. La messa in sicurezza dei prospetti deteriorati, invece, va valutata in base alla natura dei lavori e alla parte dell’edificio interessata: se si tratta di parti comuni condominiali, l’agevolazione è più ampia; se riguarda una singola unità immobiliare, serve un intervento diverso dalla semplice manutenzione ordinaria.

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Inferriate detraibili se servono alla sicurezza della casa
Per le inferriate occorre separare il tema dalla disciplina dei balconi. L’articolo 16-bis del TUIR ammette tra gli interventi agevolabili anche quelli destinati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi. In questa categoria rientrano, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, l’apposizione di grate sulle finestre o la loro sostituzione.

Quindi, se la sostituzione delle grate o inferriate ha una funzione di sicurezza antintrusione, la spesa può essere portata in detrazione nell’ambito dei Bonus Casa, a condizione che siano rispettati gli altri requisiti fiscali, a partire da fattura, pagamento tracciato con bonifico parlante e corretta intestazione della spesa.

Per la messa in sicurezza dei prospetti deteriorati non basta la presenza di un degrado dell’edificio. Occorre capire se l’intervento riguarda parti comuni del fabbricato, balconi privati, frontalini, parapetti, ringhiere oppure elementi strutturali.

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Sulle singole unità immobiliari, il Bonus Ristrutturazioni spetta in caso di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. La semplice riparazione o sostituzione con elementi uguali a quelli preesistenti resta fuori dall’agevolazione, salvo collegamento con un intervento più ampio o con opere ammesse per legge.

Se i prospetti deteriorati riguardano parti comuni dell’edificio, la disciplina è più favorevole. Per i condomìni, infatti, sono agevolabili anche gli interventi di manutenzione ordinaria sulle parti comuni, oltre a manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
In questo caso possono rientrare nella detrazione i lavori su frontalini, cieli dei balconi, parapetti, ringhiere e parti murarie comuni, anche quando vengono conservate caratteristiche uguali a quelle preesistenti. La spesa viene poi ripartita tra i condomini secondo le quote attribuite dall’amministratore.

Aliquota al 50% solo con i requisiti prima casa
Nel 2026, la detrazione al 50% spetta per gli interventi sull’abitazione principale sostenuti da chi è proprietario o titolare di un diritto reale di godimento, come usufrutto, uso o abitazione. Negli altri casi, l’aliquota ordinaria è pari al 36%, sempre entro il limite di spesa previsto per il Bonus Ristrutturazioni.

Questo criterio vale anche per le spese condominiali: l’intervento può essere ammesso come lavoro su parte comune, mentre la percentuale spettante al singolo contribuente dipende dalla sua posizione soggettiva e dall’uso dell’immobile.

La risposta per il caso indicato
Nel caso prospettato, le inferriate possono essere detraibili se la sostituzione è documentata come intervento di sicurezza dell’abitazione. Per i prospetti deteriorati, invece, la detrazione dipende dall’inquadramento edilizio e fiscale del lavoro.

Se l’intervento sui prospetti è deliberato dal condominio e riguarda parti comuni, la spesa può rientrare tra quelle agevolabili. Se si tratta di lavori eseguiti sulla singola unità immobiliare, la detrazione richiede che l’opera sia qualificabile come manutenzione straordinaria o altro intervento ammesso. Prima di sostenere la spesa, conviene quindi far verificare al tecnico e all’amministratore la qualificazione dei lavori e la documentazione da conservare.

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