Michele Catalano è la voce di un gruppo di cittadini di Lambrugo che si oppone fermamente all’unione amministrativa con i Comuni di Lurago d’Erba e Lambrugo.
In una recente intervista, Catalano ha illustrato le ragioni del suo “no” alla fusione.
Il Nodo Economico: 15 Milioni ma come e dove saranno spesi?
Il principale argomento sollevato dal fronte del no riguarda il tema dei 15 milioni in 15 anni nelle casse dei due Comuni coinvolti. Sebbene l’attuale amministrazione veda nella fusione la soluzione la panacea di tutti i mali, Catalano e gli oppositori ritengono che esistano altre soluzioni eque e meno drastiche.
Critiche alla Gestione Locale e Sospetti
Catalano accusa inoltre l’attuale Giunta di scarsa operatività sul territorio. Vengono evidenziati problemi ricorrenti come il degrado del manto stradale (buche e asfalto), l’abbandono del centro storico e una serie di altre criticità irrisolte.
Secondo il portavoce, la scelta dell’amministrazione di puntare sull’unione dei Comuni servirebbe in realtà a celare le difficoltà gestionali che non si riescono a superare autonomamente.
Un altro punto di forte critica è l’eliminazione del servizio di accompagnamento comunale, una decisione che penalizza gravemente i cittadini con problemi di mobilità.
Paura per l’Identità Storica
Per Catalano e i suoi sostenitori, l’opposizione non è solo economica, ma anche identitaria. C’è il timore concreto che la fusione comporti la cancellazione di Lambrugo dalle mappe, la perdita dei suoi cenni storici e la scomparsa di tutto ciò che rappresenta l’identità del paese.
L’Attesa del Referendum
L’argomento ha guadagnato l’attenzione degli organi di stampa locali e nazionali. La questione è ora in attesa del Referendum consultivo, la cui data è prevista, con ogni probabilità, nel 2026.
