Da qualche giorno il bollettino delle “città ciclabili” vedi Milano, presenta un conto salato. Marco Scarponi Segretario della Fondazione Michele Scarponi che si occupa di progetti sulla sicurezza, ha rilasciato un intervista alla Stampa che riportiamo e che rimette al centro la questione sicurezza. Tra le attese quella della città di Bologna che dovrebbe introdurre l’obbligo dei 30 km/h in città e su tutto il Comune, un piccolo passo verso un atteggiamento meno di padroni della strada e più consapevole che le auto, i camion e tutti quei mezzi che sfiorano ciclisti e persone vadano condotte con meno padronanza della strada, bensì con la padronanza di chi non è proprietario della strada
“Noi viviamo pensando che la morte sulla strada sia qualcosa che succede, qualcosa di normale, una morte di serie Z. E lo pensano anche i nostri politici. Finché i nostri politici non decideranno di intervenire con un piano vero e serio, noi ci troveremo sempre di fronte a eventi orribili come quello di Milano. Perché è lo Stato che deve dare il cambio di marcia.”
“..Qui bisogna fare un grande progetto culturale che ci porti a diminuire le vittime sulla strada, ad aumentare le persone che si muovono a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, e a diminuire l’uso dei mezzi pesanti.
Perché poi le armi con cui si uccidono sulla strada restano i mezzi motorizzati, le auto e i camion.”
“Noi speriamo veramente che Bologna riesca a diventare il primo grande centro italiano a 30km/h. Farebbe da apripista a una nuova visione di città e di sicurezza stradale.”
L’ intervista di Marco Scarponi, Segretario Generale della Fondazione Michele Scarponi, oggi si La Stampa



