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Milano, siglato il Patto tra Municipio 1 e Italia Nostra: rinasce la Conca di Viarenna nel segno dei Navigli

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Milano e l’acqua: un legame antico, profondo, che ha impresso una forma indelebile all’identità urbana, ma che spesso rischia di perdersi tra le pieghe del tempo e della modernità. Per restituire visibilità, cura e centralità culturale a uno dei monumenti idraulici più significativi della storia cittadina, il Comune di Milano – Municipio 1 e Italia Nostra APS (Sezione di Milano) hanno siglato un importante Patto di Collaborazione triennale.

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L’obiettivo dell’accordo è chiaro: tutelare e valorizzare la Conca di Viarenna, un nodo fondamentale del sistema dei Navigli oggi purtroppo poco conosciuto e percepito dai milanesi.

L’iniziativa e le prime azioni concrete verranno presentate pubblicamente alla cittadinanza mercoledì 24 giugno presso la Casa di Quartiere Garibaldi di Milano, alla presenza di istituzioni, partner culturali e residenti.

Un tesoro nel cuore di Milano: dalle origini al Duomo

La Conca di Viarenna che possiamo ammirare oggi fu realizzata dalla Veneranda Fabbrica del Duomo tra il 1551 e il 1558, a seguito della costruzione delle mura spagnole. Andò a sostituire la precedente conca del 1439, storicamente riconosciuta come la prima conca di navigazione operativa costruita in Europa.

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Questo luogo racconta l’epopea della costruzione del Duomo di Milano, quando i blocchi di marmo di Candoglia viaggiavano sui barconi lungo i Navigli per arrivare nel cuore della città. Nel corso dei secoli, tuttavia, la conca ha perso la sua centralità nello spazio urbano e, di conseguenza, nella memoria collettiva dei cittadini.

Gli obiettivi del Patto: nasce la “Comunità Patrimoniale”

Il progetto si inserisce nelle linee di indirizzo del Municipio 1 e nel programma nazionale “Un Faro Minore Patrimonio Culturale”, ispirato ai principi della Convenzione di Faro. La sfida è quella di creare una vera e propria Comunità Patrimoniale che riunisca cittadini, scuole e associazioni attorno al monumento.

Il piano d’azione, i cui costi saranno sostenuti autonomamente da Italia Nostra attraverso autofinanziamenti e bandi, prevede un ampio ventaglio di attività:

  • Didattica e divulgazione: Progetti educativi con le scuole del territorio e pubblicazione di materiali informativi.
  • Turismo e cultura: Organizzazione di visite guidate, convegni storici e “passeggiate patrimoniali”.
  • Riqualificazione visiva: Installazione di una nuova cartellonistica informativa per i passanti.
  • Visione futura: Studi e ricerche per una possibile, futura riconnessione del sito con la vicina Darsena.

Per garantire l’efficacia del progetto, è stato istituito un Nucleo Promotore di Coordinamento che unisce le massime autorità del settore: Italia Nostra, Municipio 1, Veneranda Fabbrica del Duomo, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. L’andamento dei lavori verrà monitorato su base trimestrale.

Le voci dei protagonisti

«La Conca di Viarenna è un luogo simbolico della storia idraulica di Milano, ma troppo a lungo dimenticato», ha dichiarato il Presidente del Municipio 1, Mattia Abdu. «Con questo Patto avviamo un percorso concreto di valorizzazione, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità locale. Restituire visibilità e dignità a questo bene significa rafforzare il legame tra i cittadini e la memoria viva della città d’acqua».

Dello stesso avviso la governance di Italia Nostra APS, che sottolinea la centralità del progetto:

«Lavoriamo da anni per recuperare e valorizzare i beni dimenticati. Questo Patto rappresenta un passo decisivo: un impegno condiviso per tutelare un bene storico unico e per costruire una vera Comunità Patrimoniale, capace di riconoscere, proteggere e trasmettere il valore culturale della Milano dei Navigli».

Con questo accordo, la Conca di Viarenna si appresta a smettere i panni di “monumento invisibile” per diventare un nuovo modello di rigenerazione culturale diffusa, dimostrando come la collaborazione tra pubblico e terzo settore possa ridare vita alle radici più autentiche della città.

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