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MOSCA: ANDREA MARCILLIANO “I RISCHI PER L’EUROPA DI TRATTENERE GLI ASSET RUSSI”

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Il Belgio non ci sta. Non è, più, disponibile a continuare sulla strada tracciata, e intrapresa, dalla UE, che sta portando ad una guerra folle con la Russia. Una guerra dalla quale potranno venire solo disastri. Morte e distruzione.

E, soprattutto, il Belgio non ci sta alla prospettiva, avanzata da Ursula Von Der Leyen, di appropriarsi dei capitali russi, pubblici e soprattutto privati, depositati nelle sue banche. Per consegnarli a Zelensky. Per continuare a finanziare la guerra in Ucraina. Oltre che una cricca corrotta, quella di Zelensky, e quella europea, forse più proterva e corrotta ancora, che su questo massacro sta lucrando in modo ignominioso.

A Bozar, che è un po’ come il nostro Meeting di Rimini, il premier belga, Bart De Wever, ha dichiarato esplicitamente che sta subendo una pressione incredibile intorno al destino dei beni russi “congelati” nel sistema bancario del paese.

Pressioni che vengono dalla Commissione Europea, e da altri paesi.

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Ed è facile immaginare che questi siano Germania e Francia.

Tuttavia De Wever è stato estremamente chiaro. C’è una guerra in corso, e, di conseguenza, i beni russi sono stati congelati. Com’è uso.

Tuttavia questo non significa che non torneranno alla Banca Centrale di Mosca a fine ostilità.

Impossessarsene, rubarli, per consegnarli a Zelensky è impensabile.

Non è mai stato fatto. Non vi sono precedenti. Neppure nella II Guerra Mondiale i beni di proprietà della Germania di Hitler sono stati toccati.

Se questo oggi avvenisse, aprirebbe una gravissima crisi del sistema bancario internazionale. La perdita di fiducia nella sicurezza delle banche, porterebbe ad una fuga dei capitali esteri.

Il sistema bancario mondiale entrerebbe in una crisi irreversibile. Con effetti ben più devastanti della guerra stessa.

E, poi, va tenuto conto della reazione russa. Putin è stato molto, terribilmente, chiaro. La confisca dei beni russi implicherebbe un’azione devastante. Pan per focaccia. Sequestri di tutte le proprietà belghe, pubbliche e private, in Russia.

E questo sarebbe solo l’inizio. Cui seguirebbe, con ogni probabilità, anche una, violenta, reazione militare.

Per altro, ha aggiunto il premier belga, è abbastanza chiaro che la Russia sta vincendo la guerra. E che consegnare i suoi fondi a Kiev sarebbe un atto suicida. Non solo economicamente.

Poi, con aria più pensosa, ha aggiunto che, tutto sommato, sarebbe un bene che la Russia non uscisse sconfitta da questo confronto. Perché destabilizzare una potenza nucleare, come quella moscovita, potrebbe portarci tutti alla catastrofe.

Analisi lucida. E spietata. Che ci fa comprendere meglio come il dissenso sulla politica voluta dalla Commissione Europea, stia dilatandosi a macchia d’olio.

Non più i soli Orban, Fico, i paesi dell’Est. Non più solo la Spagna che non condivide le spese belliche volute dalla UE. Ora anche il Belgio rende, per bocca del suo premier, palese il suo dissenso. Che non riguarda, si badi bene, solo questioni finanziarie e bancarie.

L’Unione Europea è, ormai, in pezzi. Solo i deliri della Von Der Leyen fingono che sia ancora in piedi.

Germania e Francia sono guidate da personaggi asserviti a interessi speculativi. Che vorrebbero trascinare i paesi e l’Europa in direzione opposta ai loro, autentici, interessi nazionali.

Quanto all’Italia è difficile capire cosa frulli nella mente, si fa per dire, di un governo che, probabilmente, non riesce a vedere le cose che accadono al di là del raccordo anulare di Roma.

La cecità assoluta.

Andrea Marciliano

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