OPERAZIONE CONGIUNTA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI MACERATA E DELL’ARMA DEI CARABINIERI DI MACERATA.
CREDITI FITTIZI PER CIRCA 4,8 MILIONI DI EURO. SMANTELLATA
UN’ORGANIZZAZIONE DEDITA ALLE TRUFFE IN MATERIA DI SUPERBONUS 110%.
ESEGUITE 7 ORDINANZE DI MISURE CAUTELARI. DISPOSTO IL SEQUESTRO DI BENI E DENARO, PROFITTO DEI REATI CONTESTATI
I Finanzieri della Tenenza di Camerino e i Carabinieri del Reparto Operativo –
Nucleo Investigativo, coordinati dalla locale Procura, hanno smantellato
un’associazione per delinquere dedita alle truffe sul superbonus 110%.
Eseguite 7 ordinanze di misure cautelari. Disposto il sequestro del profitto dei
reati contestati.
Un’attività operativa sinergica dei Finanzieri della Tenenza di Camerino, che stavano
indagando su presunte truffe in materia di superbonus 110%, unitamente ai Carabinieri del
Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Macerata, i quali, invece, avevano già in corso
indagini, anche tecniche, per i reati di estorsione e minaccia, ha permesso di smantellare
un’associazione per delinquere dedita alle truffe in materia di bonus edilizi (sismabonus ed
ecobonus). Ammontano a circa 4,8 milioni di euro i crediti fittizi individuati.
L’operazione, coordinata dalla locale Procura della Repubblica e denominata “110% PLUS”,
ha portato all’esecuzione di un’Ordinanza di Misure cautelari personali coercitive, emessa
dal G.I.P. presso il Tribunale di Macerata, nei confronti di 7 persone, di cui 2 della custodia in
carcere e 5 degli arresti domiciliari.
Altresì, Finanzieri e Carabinieri hanno dato seguito al decreto di sequestro preventivo,
emesso dallo stesso G.I.P., delle quote sociali di due società, dei crediti monetizzati e
proventi di riciclaggio per oltre € 2.750.000, nonché di numerosi immobili, ritenuti profitto
degli illeciti ipotizzati.
Sin dalle prime ore di ieri, decine di Finanzieri e Carabinieri hanno dato esecuzione ai
provvedimenti emessi dal Giudice nei Comuni di Tolentino (MC), Civitanova Marche (MC),
Martinsicuro (TE) e Falconara Marittima (AN).
Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari sono state eseguite numerose
perquisizioni personali e domiciliari, con sequestro di 10 fabbricati, 12 terreni, 4 autovetture,
orologi di lusso, oggetti preziosi e di valore, denaro contante e 1 assegno, per circa 30.000
euro, nonché ulteriore materiale utile alle indagini.
I reati per cui si procede vanno dal “Trasferimento fraudolento di valori”, al “Riciclaggio”, all’
Autoriciclaggio, all’ “Associazione per delinquere” e altri ancora.
A finire in carcere sono quello che è ritenuto il capo dell’organizzazione, un imprenditore di
anni 31, residente a Tolentino, e un professionista di anni 66, residente a Martinsicuro (TE).
Mentre agli arresti domiciliari sono finiti la madre, la moglie e la sorella del presunto capo
dell’organizzazione, tutte residenti a Tolentino, e due professionisti, anch’essi residenti a
Tolentino, uno dei quali risultava già radiato dal proprio albo professionale.
Le indagini, basate anche sull’utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno fatto
emergere un grave quadro indiziario di colpevolezza, in ordine ai reati ipotizzati, in cui
l’organizzazione, avvalendosi di proprie società operanti nell’ambito dell’edilizia, nonché di
esperti professionisti, ha certificato lavori di ristrutturazione, eccedenti il reale valore di quelli
effettivamente eseguiti, generalmente aventi ad oggetto il miglioramento energetico e
l’adeguamento antisismico, onde accedere ai benefici statali dei cc.dd. “ecobonus” e
“sismabonus”, rientranti nell’agevolazione del c.d. “superbonus 110%”, in cui i valori degli
appalti e i computi metrici venivano gonfiati “ad hoc”.
Le fatture, conseguentemente emesse nei confronti dei committenti dei lavori, risultati
spesso ignari, venivano inserite nel portale dell’Agenzia delle Entrate, con i visti di
conformità apposti indebitamente da un professionista abilitato, in modo da poter poi cedere
i crediti ed ottenerne la monetizzazione. Allo stato è stata rilevata la monetizzazione di crediti
per oltre 2,6 milioni di euro.
Dalle indagini effettuate è stato possibile accertare che parte dei proventi dell’attività illecita
sono stati poi riciclati/autoriciclati in acquisti di appartamenti e beni di valore (gioielli,
diamanti, orologi, ecc.).
La perfetta sinergia e la stretta collaborazione posta in essere dalle due Forze di Polizia,
unite alla puntuale azione di coordinamento della Procura della Repubblica di Macerata,
hanno permesso di interrompere il protrarsi di una rilevante frode nel settore delle
agevolazioni fiscali connesse agli interventi edilizi, assicurando il recupero di quanto
illecitamente conseguito, a tutela di operatori e cittadini onesti che rispettano le regole.


