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PIZZO DI NOVEDRATE UN ARTE CHE SI RINNOVA NEL TEMPO

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Nel cuore della Brianza c’è un paese di nome Novedrate, conosciuto nel mondo per il pizzo e per la menzione in una canzone di Pino Daniele “O scarrafone”, ricordato questo cenno storico musicale il pizzo di Novedrate ha una storia lunghissima che vogliamo proporvi tra immagini e aneddoti

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Valorizzare una delle tradizioni che contraddistinguono la cultura locale di Novedrate e del territorio circostante: la secolare arte del “fare pizzo”, un patrimonio di tradizione popolare e di raffinata abilità.

Questo in sintesi l’obiettivo del progetto “I tesori del merletto: arte della tradizione, patrimonio della comunità”, cofinanziato da Regione Lombardia all’interno del bando “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale e della lingua lombarda”. Nasce così il Museo Virtuale, un portale ove conoscere da vicino le merlettaie, i loro capolavori, gli attrezzi e le tecniche utilizzate. Progetto voluto e sviluppato nel 2019-2020 dall’Amministrazione Comunale di Novedrate e dall’Associazione per la Promozione del Pizzo di Novedrate.

Il Comune di Novedrate ha sempre sostenuto iniziative volte a non disperdere questo patrimonio: la Mostra Internazionale del Pizzo (nel 2018 la XXX edizione), la rete con altri Comuni, la candidatura a Patrimonio Immateriale Unesco, l’Associazione Promozione del Pizzo e la sua scuola, sono solo alcune delle iniziative. L’attaccamento a quest’arte va sostenuto da un’opera di approfondimento e divulgazione, perché diventi patrimonio di tutti.

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Nel presente progetto sono stati coinvolti anche alunne e alunni della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo di Figino Serenza – Novedrate, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni alle tradizioni del territorio, di far crescere la passione per l’identità locale, di renderle “parte attiva” nel dialogo generazionale e nella trasmissione dei saperi.

Il coinvolgimento di risorse diverse – l’Amministrazione Comunale, le merlettaie, alunni e insegnanti, … – fa sì che questo Museo Virtuale sia un sito ricco, plurale, ma soprattutto in continuo aggiornamento: raccontare secoli di arte non può che essere un viaggio continuo, in cui si spera di innamorare sempre più gente al gusto del bello e alla passione per le tradizioni. Che hanno ancora molto da dire e da dare.

Durante il censimento dei pizzi - 2

Il Pizzo (o Merletto) è una particolare lavorazione di filati per ottenere un tessuto leggero, prezioso, ornato. I principali utilizzi del pizzo sono ornamentali (centro tavola, ad esempio), come complementi d’arredo (inserti per tende, copriletti, tovaglie, …), come accessori per abbigliamento (inserti per vestiti, bigiotteria, e altro), come elementi decorativi (quadri, ad esempio)

Si fanno risalire le origini di questa arte al XV secolo. Essa veniva inizialmente praticata solo nelle famiglie signorili e nei conventi; in seguito si estese anche alle famiglie meno abbienti e divenne così una sorta di “industria casalinga”. Le trine (altro sinonimo di merletto) italiane erano molto apprezzate anche all’estero, in particolare in Francia. Fu proprio per evitare di trasferire all’estero somme considerevoli di denaro che si pensò di creare un centro di merlettaie in loco, e precisamente – siamo nel 1645 – ad Alencon (Normandia). Lì si misero all’opera una trentina di lavoranti italiane, modificando il merletto italiano secondo il gusto francese.

Si ipotizza che nella nostra zona il merletto a tombolo fu insegnato alle nostre ragazze dalle Suore Benedettine nel monastero di Santa Maria a Cantù. Le nostre ragazze e le nostre donne appresero volentieri il lavoro del tombolo, studiarono nuovi punti e ne migliorarono i disegni, fino ad arrivare a una nuova tipologia di pizzo, quella che oggi viene chiamata “Pizzo di Cantù”.

Fu però soltanto nel 1870 che prese forma e consistenza una vera e propria “industria del merletto”. Alle umili venditrici che portavano nelle varie città le loro trine, si sostituirono abili commercianti che aprirono negozi, raccolsero commissioni e distribuirono il lavoro tra disegnatori e merlettaie (dette anche “pizàt”). In questo modo il “pizzo di Cantù” si diffuse non solo in Italia, gareggiando con i preziosi pizzi veneziani, ma anche all’estero, dove è tutt’oggi molto apprezzato.

In Italia, l’arte del merletto a fuselli, pur con differenti caratteristiche, viene praticata a Venezia, in Liguria (Rapallo e Santa Margherita), in Lombardia, in Abruzzo, nelle Marche, in Toscana, in Sicilia. Tra i pizzi più pregiati si ricordano inoltre quelli di Bruxelles, di Bruges, di Malines e le blode di seta di Chantilly.

Ragazzi al lavoro - progetto formativo I Tesori del Merletto 2020

Cristina Proserpio - capo progetto - durante la catalogazione dei pizzi (2)

Allestimento per shooting fotografico e censimento dei pizzi. Merlettaie al lavoro

Allestimento per shooting fotografico e censimento dei pizzi

Cristina Proserpio - capo progetto - durante la catalogazione dei pizzi

Il formatore Giovanni Marchisio del Team Fare Cultura in aula per il progetto I Tesori del Merletto - 2020

La Presidente Ernestina Marelli e il formatore Giovanni Marchisio durante il progetto formativo con le scuole medie

Mappatura dei pizzi

La Presidente Ernestina Marelli durante il progetto formativo con le scuole medie

Durante il censimento dei pizzi

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