Al momento stai visualizzando Porto di Genova, AVS propone l’Osservatorio permanente su sicurezza, trasparenza e pace

Porto di Genova, AVS propone l’Osservatorio permanente su sicurezza, trasparenza e pace

Pubblicità

Alleanza Verdi e Sinistra propone di istituire un osservatorio dedicato al monitoraggio, allo studio e al confronto sul porto di Genova, per tutelare la trasparenza, la sicurezza del lavoro e la sostenibilità etica delle attività portuali.

Pubblicità

 

“Genova è una città che vive del suo porto. Per questo il Consiglio comunale deve dotarsi di strumenti permanenti di conoscenza, confronto e indirizzo su temi che riguardano la sicurezza dei lavoratori, la trasparenza delle attività portuali e il rapporto tra il porto e la città. Con questo obiettivo i gruppi di maggioranza hanno presentato una proposta di deliberazione per istituire l’Osservatorio consiliare permanente per la trasparenza, la sostenibilità etica e la sicurezza dei lavoratori del Porto di Genova”, spiega Francesca Ghio, capogruppo comunale di AVS.

“L’Osservatorio sarà un organismo di studio, analisi, monitoraggio e proposta, pensato per costruire un quadro conoscitivo stabile e favorire il confronto tra istituzioni, lavoratori, organizzazioni sindacali, autorità competenti, mondo della ricerca e società civile. Negli ultimi anni le lavoratrici e i lavoratori del porto hanno posto con forza questioni che riguardano la trasparenza dei traffici sensibili, la sicurezza e la dignità del lavoro. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare queste istanze e creare luoghi permanenti di confronto e approfondimento. Questa proposta va esattamente in quella direzione: offrire al Consiglio comunale uno strumento serio, trasparente e partecipato, capace di supportare le scelte politiche attraverso dati, analisi e dialogo con tutti i soggetti coinvolti”, sottolinea Lorenzo Garzarelli, consigliere comunale di AVS.

“La proposta prevede il conferimento all’Osservatorio del mandato progettuale ‘Genova Porto di Pace’, un percorso di approfondimento volto a promuovere una riflessione sul ruolo del porto nel Mediterraneo, sulla trasparenza dei traffici sensibili, sulla tutela della sicurezza dei lavoratori e sulla qualificazione etica e sociale del sistema portuale genovese. Parlare di pace significa anche costruire istituzioni più trasparenti, valorizzare il lavoro, rafforzare la partecipazione democratica e rendere il porto sempre più un’infrastruttura al servizio della città e della comunità. Vogliamo che Genova possa essere un punto di riferimento per una cultura della responsabilità, della sicurezza e della pace, senza invadere competenze che spettano allo Stato ma esercitando fino in fondo il ruolo politico e istituzionale che compete al Consiglio comunale”, conclude Massimo Romeo, consigliere comunale di AVS.

Pubblicità

Lascia un commento