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L'assessore Riccardi interviene convocazione straordinaria dei sindaci dei Comuni del Friuli Venezia Giulia, dei coordinatori dei Gruppi comunali e dei presidenti delle associazioni di volontariato di Protezione civile

Protezione civile: Riccardi, a maggio norma per intervento su spese legali

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“La Regione sta lavorando su tre filoni, il primo di questi è la presentazione di una norma di legge con cui potremo intervenire sulle spese legali a favore di soggetti del mondo del volontariato di Protezione civile, ma anche dei sindaci, in caso di soccombenza; il secondo filone riguarda l’intervento di stralcio del decreto 81/2008; l’ultimo tema, che non è di competenza dell’Amministrazione regionale ma che condividiamo, riguarda l’intenzione annunciata dal ministro della Giustizia Nordio agli Stati generali della Protezione civile di intervento di modifica del diritto penale, con la revisione del concetto di responsabilità e colpa per gli operatori di sicurezza, forze di Polizia e volontari di Protezione civile”.

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Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile

Riccardo Riccardi al termine della convocazione straordinaria dei

sindaci dei Comuni del Friuli Venezia Giulia, dei coordinatori

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dei Gruppi comunali e dei presidenti delle associazioni di

volontariato di Protezione civile, per illustrare le iniziative

di supporto ai volontari e per incidere anche retroattivamente

sul caso del sindaco di Preone, rinviato a giudizio per omicidio

colposo in relazione alla morte di un volontario della Protezione

Civile.

L’incontro si è tenuto nell’auditorium Comelli della Regione a

Udine, alla presenza dei vertici dell’Avvocatura e della

Protezione civile regionale.

La norma a cui sta lavorando l’Avvocatura della Regione, e che

nelle intenzioni andrà al vaglio dell’Aula nella legge

multisettoriale a maggio, ha come finalità un percorso di

garanzia per il rimborso delle spese legali, per evitare che i

volontari della Protezione civile rischino il proprio patrimonio

personale se interessati da procedimenti.

Oltre ai quesiti più puntuali dei volontari e dei rappresentanti

dei gruppi, in sala si è registrata la posizione dei sindaci, che

attraverso i vertici Anci, ha illustrato un documento unitario in

cui i primi cittadini hanno dichiarato di voler sospendere le

attività di Pc nei propri comuni fino all’entrata in vigore delle

norme di tutela.

Richiamando all’unitarietà e alla medesima finalità di scopo,

Riccardi ha considerato il blocco delle attività “una misura

comprensibile” e la posizione “espressa con grande

responsabilità”, ma ha aggiunto che “di fronte a una misura di

questo genere vanno declinate le diverse fattispecie che si

possono verificare: se ci trovassimo di fronte a situazioni

straordinariamente rilevanti e di emergenza la riconsiderazione

di questo blocco – ha puntualizzato l’assessore – andrebbe fatta.

Altra cosa sono le attività più ordinarie”.

Riccardi in sala ha toccato l’esempio dell’organizzazione del

Giro d’Italia. “Se il sistema di Protezione civile si blocca

credo che sarà difficile portarlo avanti, ma su questo

ragioneremo: altra cosa sono emergenze straordinarie”.

Domani la Regione avrà una riunione tecnica con il Dipartimento

nazionale di Protezione civile con tema l’intervento sullo

stralcio del decreto legislativo 81/2008, il Testo Unico sulla

Sicurezza sul Lavoro, che attualmente si applica anche alle

attività di volontariato di Protezione Civile con modalità

specifiche.

“La norma dovrà essere vagliata dalla Commissione degli assessori

di Protezione civile, poi dai presidenti di Regione e infine

approderà a Palazzo Chigi: il Friuli Venezia Giulia si sta

spendendo da settimane in questa direzione e saremo molto

contenti se tutti si unissero a questa azione che sfocerà in una

relazione al Dipartimento di tutte le Regioni e Protezioni civili

d’Italia, indipendentemente dalle appartenenze”.

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