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Uncrewed Surface Vessels (USV) are put through their paces during maritime trials at REPMUS 2026. The exercise brought NATO Allies, partners and industry together in Portugal to test the latest unmanned and autonomous technologies in a real-world maritime environment. From drones and robotic vessels to AI and advanced sensors, REPMUS 2026 helped NATO explore how emerging technologies could be integrated into future operations.

REPMUS 2026 in Portogallo riunisce gli Alleati della NATO per testare sistemi marittimi senza equipaggio

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Dal 31 agosto al 25 settembre 2026, il Portogallo ha ospitato il REPMUS 2026, un’esercitazione su larga scala che ha incluso l’integrazione e la valutazione dei sistemi marittimi senza equipaggio. Ha coinvolto più di 3700 partecipanti, 300 sistemi senza equipaggio, 60 aziende di ricerca e sviluppo e rappresentanti di 36 marine marine. I sistemi senza equipaggio offrono nuovi modi per la NATO di mantenere una presenza credibile e persistente, anche in località remote, contribuendo a migliorare la deterrenza e la difesa.

REPMUS 2026 è stato guidato dalla Marina portoghese in coordinamento con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Porto, il Centro per la Ricerca e la Sperimentazione Marittima (CMRE) dell’Organizzazione NATO per la Scienza e la Tecnologia (STO), il Gruppo Congiunto di Capacità NATO Sistemi Senza Pilota Marittimi e l’Agenzia Europea per la Difesa. Innovatori della difesa provenienti dal Regno Unito, Finlandia, Svezia e altri alleati della NATO hanno partecipato all’esercitazione a per testare le loro tecnologie.

La Task Force X-Arctic – guidata dal Comando Alleato per la Trasformazione della NATO e dal CMRE – fu una delle attività sotto revisione. La Task Force X-Arctic riguarda come i sistemi non equipaggiati in rete possano fornire consapevolezza situazionale attraverso l’Atlantico del Nord, l’Artico e l’Alto Nord. REPMUS 2026 ha contribuito a valutare lo strato di ingegneria missione di TFX-Arctic così come la sua ‘backbone di connettività’ per integrare sistemi su larga scala. Questo avviene in vista di un processo che si terrà in Norvegia alla fine di quest’anno.

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