Ampliamento industriale a Roccafranca (BS) su Area Agricola Strategica, cittadini preoccupati per l’ambiente e la salute
Legambiente: “Impianto troppo vicino ad abitazioni, aziende agricole e edifici scolastici. Roccafranca rischia di perdere la propria vocazione agricola. Si valuti l’opportunità di sedi alternative”
È dell’estate appena trascorsa la notizia che nel comune di Roccafranca (BS) è in fase di autorizzazione l’ampliamento di un’attività industriale, attualmente consistente in estrusione di leghe di alluminio, a cui sarà aggiunto un forno per la fusione di scarti di lavorazione dello stesso metallo, in un’area in gran parte assegnata come Area Agricola Strategica.
Il nuovo impianto si estenderà su una superficie complessiva di oltre 120.000 mq, di cui 47.200 mq coperti, nei quali sarà collocato anche il forno di fusione. La procedura, già avviata, prevede anche la variante all’attuale PGT per modificare la destinazione d’uso del terreno.
Nel frattempo, i cittadini di Roccafranca e della frazione di Ludriano hanno deciso di farsi sentire, preoccupati per le ricadute ambientali e sulla salute dell’ampliamento. Tra l’altro, proprio nella frazione di Ludriano, a pochi metri dalla nuova fonderia, si trovano la storica scuola materna e il nuovissimo asilo nido, finanziato con fondi PNRR.
“Condividiamo la forte preoccupazione dei cittadini per un impianto metallurgico troppo vicino ad attività agricole, abitazioni ed edifici scolastici,” dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Introdurre ulteriori compensazioni e limitare i rischi attraverso maggiori prescrizioni in fase autorizzativa è importante, ma ci chiediamo se non sarebbe stato più consono, considerando la natura prevalentemente agricola del territorio, imporre un limite a lavorazioni industriali pericolose. Il rischio di svendere i territori della bassa bresciana sta purtroppo diventando una realtà consolidata, considerando la proliferazione di siti produttivi, logistiche e data center e la prossimità della BreBeMi.
Ricorrere al SUAP – Sportello Unico per le Attività Produttive – per autorizzare gli interventi di trasformazione urbanistica è una pratica sempre più diffusa tra le amministrazioni comunali, in modo da snellire i tempi burocratici per le imprese. L’uso a volte spensierato di strumenti derogatori alle normali procedure rischia però di aumentare a dismisura il consumo di suolo, soprattutto agricolo, sacrificando la qualità della vita delle persone a favore di interessi economici di breve periodo.
